
Non già eco, ma voce: le poetesse dell’Arcadia tra memoria, critica e filologia
12 Novembre 2026
Non già eco, ma voce: le poetesse dell’Arcadia tra memoria, critica e filologia
Seminario a cura di Tatiana Crivelli
12 novembre 2026
14:30-19:30
Fondazione Camillo Caetani
Roma, via delle Botteghe oscure 32
Il seminario si propone come un’occasione di indagine corale sul lascito delle poetesse che, nel corso del Settecento, trovarono nell’Accademia dell’Arcadia un luogo di espressione e di riconoscimento. Filo conduttore dell’incontro sarà la nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800), strumento di ricerca e archivio digitale che restituisce alla memoria nomi, vicende e testi di autrici talora dimenticate, offrendo nuove possibilità di lettura e di contestualizzazione. Oltre a riportare l’attenzione su alcune figure autoriali scarsamente considerate, l’incontro intende fornire spunti teorici e metodologici che sollecitino la riconsiderazione della presenza delle donne nella società arcadica, come parte viva e necessaria della sua identità culturale.
Programma
Introduzione: Tatiana Crivelli (Universität Zürich), Lo studio delle poetesse arcadiche: storia, metodi, risultati, problemi e prospettive
1. Autrici
Modera Tatiana Crivelli (Universität Zürich)
Anna Negri (Università di Palermo), Poetesse meridionali d’Arcadia: autrici ignote o dimenticate
Céline Powell (Paris Lodron Universität Salzburg), «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca». Petrarca come modello e presenza ossessiva nella lirica di Francesca Roberti Franco (Egle Eugenea)
Elena Moro (Universität Zürich – Florida State University), Una tra le arcadi più illustri: Faustina Maratti Zappi
Discussione
2. Generi
Modera Elisa Russian (Universität Zürich)
Maria Flavia Maiorano (Università per Stranieri di Perugia), Odeporica in versi: componimenti di viaggio delle poetesse arcadi
Franca Caspani (Pädagogische Hochschule Graubünden, Chur), Nell’agone della poesia estemporanea: il caso di Teresa Bandettini
Elisa Russian (Universität Zürich), La nuova versione della banca dati Donne in Arcadia 1690-1800
Discussione coordinata da Carlo Caruso (Università di Siena)
Abstract
Tatiana Crivelli (Universität Zürich), Lo studio delle poetesse arcadiche: storia, metodi, risultati, problemi e prospettive
L’intervento introduttivo ricostruisce la genesi e gli sviluppi del progetto Donne in Arcadia (1690-1800), nato da ricerche avviate nei primi anni Duemila e approdate alla realizzazione di una banca dati dedicata alle poetesse arcadiche, e offre un bilancio degli studi sulla presenza femminile nell’Accademia. Il percorso compiuto mostra come il censimento e la sistematizzazione di dati biografici, testuali e relazionali abbiano favorito revisioni del canone e indagini sulle reti intellettuali, sulle pratiche poetiche e sulle forme della sociabilità arcadica. Le recenti acquisizioni critiche sono alla base dell’aggiornamento della banca dati, che trova in questo seminario una prima occasione di presentazione e discussione e che, con significativi ampliamenti dei dati e delle modalità di interrogazione, si propone ancora una volta di aprire nuove prospettive di ricerca.
Anna Negri (Università di Palermo), Poetesse meridionali d’Arcadia: autrici ignote o dimenticate
Nonostante il recupero degli ultimi decenni di autrici e reti intellettuali femminili in seno all’Arcadia, la produzione delle poetesse meridionali arcadiche è rimasta ai margini della ricerca, probabilmente a causa del difficile reperimento di testimonianze manoscritte – e talvolta a stampa – e sulla scorta, forse, di un pregiudizio perdurante che guida la narrazione di un Sud considerato retrivo rispetto a sviluppi e dibattiti nei quali era invece perfettamente inserito. Il progetto di ricerca Per un’edizione commentata delle rime dimenticate: poetesse meridionali d’Arcadia, avviato nel 2022 e giunto a conclusione, ha previsto la selezione di venti autrici, più o meno prolifiche, più o meno celebri, studiate nella propria individualità autoriale ma soprattutto all’interno di un’ampia rete che restituisce l’importanza e la risonanza delle operazioni culturali avviate dall’Accademia – alle quali contribuiscono, soprattutto nel Meridione, quelle messe in atto da alcune accademie locali ispirate ai principi arcadici o di stampo pastorale. Riallacciando la storia politica, sociale, culturale e letteraria di alcune città siciliane e di Napoli e inserendovi le esperienze e i contributi delle intellettuali, si è costruito un regesto contenente le informazioni biobibliografiche per rimettere in circolazione testi di autrici dimenticate ma virtuose e apprezzate negli anni della loro attività – Aurora Sanseverino Gaetani, tra le più rinomate, Isabella Mastrilli, Anna Maria Li Guastelli, fino a Petronilla De Sio dell’Arcadia Reale –, di alcune delle quali si darà conto nell’occasione della giornata di studi, tenendo insieme l’aspetto localistico e il quadro nazionale e sovranazionale.
Céline Powell (Paris Lodron Universität Salzburg), «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca». Petrarca come modello e presenza ossessiva nella lirica di Francesca Roberti Franco (Egle Eugenea)
Questa comunicazione propone di (ri)scoprire l’opera lirica della poetessa Francesca Roberti Franco, in arcadia Egle Eugenea, figura oggi pressoché dimenticata del panorama settecentesco. Come ella stessa dichiarava in una lettera del 1778, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca»: una confessione che assume valore programmatico e che consente di leggere l’intera sua produzione alla luce del rapporto con il modello petrarchesco. L’indagine segue le tracce di Petrarca lungo tutto l’arco dell’attività della Roberti Franco: dai poemi giovanili fino alle traduzioni poetiche, vero e proprio laboratorio di confronto con il modello. Nei componimenti originali, poetici e in prosa, Petrarca riemerge come cifra stilistica e come orizzonte tematico: la penna della Roberti Franco si muove così tra imitazione e rivendicazione di una voce femminile dentro una tradizione maschile.
Elena Moro (Universität Zürich – Florida State University), Una tra le arcadi più illustri: Faustina Maratti Zappi
Faustina Maratti Zappi è sicuramente una tra le poetesse più celebri dell’Accademia dell’Arcadia e una delle poche ad aver ottenuto un grande riconoscimento critico, non solo tra i contemporanei, ma anche lungo i secoli. Tuttavia, numerosi aspetti della produzione di questa autrice meritano di essere ulteriormente indagati, e tra questi figura la questione dell’autobiografismo all’interno dei suoi versi. La critica ha spesso rilevato la presenza di elementi autobiografici nel “canzoniere” di Maratti, interpretandoli però come un mero riflesso di vicende personali, svalutandone così la portata letteraria. L’intervento propone allora di rileggere la dimensione autobiografica delle poesie di Maratti e di considerare l’autorappresentazione di sé come parte di una strategia consapevole che miri alla costruzione di un proprio autoritratto da consegnare ai contemporanei e alla posterità. Nella costruzione del proprio io poetico Maratti esprime un’acuta consapevolezza del suo posizionamento di genere: oltre a iscriversi nei testi come madre, figlia, moglie-amante, Maratti si autorappresenta come scrittrice, elaborando un significativo gioco prospettico che apre a riflessioni sull’autorialità femminile.
Maria Flavia Maiorano (Università per stranieri di Perugia), Odeporica in versi: componimenti di viaggio delle poetesse arcadi
A partire dalla seconda metà del Settecento, numerose donne ascritte all’Arcadia affidano alla poesia il racconto di viaggi realmente compiuti, introducendo una significativa innovazione nella letteratura odeporica, espressa prevalentemente in prosa e dominata da modelli maschili. Il presente intervento si propone di indagare questa peculiare forma di scrittura di viaggio, mettendone in luce i nuclei tematici ricorrenti e le principali strategie retorico-formali, con particolare riguardo alla produzione di Paolina Secco Suardo Grismondi (Lesbia Cidonia). Per le arcadi, la scelta di fare dell’esperienza di viaggio materia poetica costituisce non soltanto un’espressione di autonomia creativa all’interno di un contesto accademico fortemente codificato, ma anche un tentativo di ridefinire la presenza autoriale femminile attraverso la rielaborazione letteraria di una pratica – quella itinerante – che a quell’altezza cronologica restava ancora appannaggio quasi esclusivo degli uomini.
Franca Caspani Menghini (Pädagogische Hochschule Graubünden, Chur), Nell’agone della poesia estemporanea: il caso di Teresa Bandettini
«Moderna Saffo» (Parini), «donna, il cui carme gli animi soggioga» (Alfieri), «donna de’ repenti carmi / omai secura de la palma prima» (Angelo Mazza): così veniva celebrata, sul finire del Settecento, Teresa Bandettini, considerata da molti al pari dei suoi contemporanei di sesso maschile. Saverio Bettinelli giunse a scriverle: «siete uomo, e non avete bisogno del sesso vostro». Oggi il nome di Bandettini è assente dalle antologie e dalle raccolte poetiche e richiedono spiegazioni tanto la sua figura quanto il fenomeno che la rese celebre: la poesia estemporanea. Per ben tredici anni, dal 1790 al 1803, Teresa Bandettini, in Arcadia Amarilli Etrusca, scese nell’agone dell’improvvisazione poetica, esibendosi nelle principali accademie italiane e nei salotti letterari. Molte mani si adoperarono per trascriverne i versi, prima fra tutte quella del concittadino Tommaso Trenta. A lui si deve un’ampia raccolta di componimenti della poetessa lucchese, corredata di preziose annotazioni: creduta persa e ritrovata nel 2003, essa ha consentito di ricostruire il metodo di improvvisazione bandettiniano. Come poteva Bandettini produrre in tempi brevissimi dei versi estemporanei coerenti dal punto di vista contenutistico e rispettosi delle regole metriche e rimiche? L’improvvisazione era frutto di un ingegno fuori dal comune o dovuto a un’accurata fase preparatoria? A queste e altre domande risponderà l’intervento di Franca Caspani.
Elisa Russian (Universität Zürich), La nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)
L’intervento si propone di presentare le principali caratteristiche della nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800), realizzata nei primi anni Duemila e attualmente oggetto di una revisione complessiva. Saranno illustrati i criteri che hanno orientato il ripensamento della struttura e dei contenuti del sito, nonché le nuove possibilità di ricerca che ne derivano. Particolare attenzione sarà riservata alla dimensione relazionale della banca dati, volta a mettere in luce le reti intellettuali, culturali e sociali alle quali le Arcadi presero parte.