Sulla fisionomia stilistica della poesia arcadica

Luca Serianni

L’articolo propone una ricognizione stilistica della poesia arcadica minore, per coglierne costanti ed escursioni individuali rispetto ai gusti dominanti. Si confermano, ma si ridimensionano, alcune acquisizioni precedenti, come la complessiva prevedibilità del lessico, il gusto dei diminutivi, alcuni segni di continuità col barocco; d’altra parte emergono scelte marcate, sia individuali (il lessico sostenuto dell’improvvisatrice Teresa Bandettini), sia più largamente condivise (ampliamento del lessico botanico tradizionale, modulo ahi + che: Ahi, che s’innalza e cresce il mar ecc.). La capacità degli Arcadi di variare la struttura del dominante sonetto è illustrata attraverso il commento di altrettante poesie di Antonio Zampieri, Eustachio Manfredi, Faustina Maratti Zappi, Giacomo Sardini.

Parole chiave: Poesia italiana; Sonetto; Letteratura del Settecento; Arcadia; Analisi stilistica.

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On the Stylistic Physiognomy of Arcadian Poetry

This article proposes a stylistic appraisal of the minor poetry of the Arcadia with a view to grasping the constants and the individual deviations from dominant tastes. Certain features previously identified are confirmed but downsized. These include the overall predictability of the lexicon, the taste for diminutives, certain signs of a continuation with the Baroque. On the other hand, distinct choices also emerge. These are both individual (the lexicon sustained by the improviser Teresa Bandettini), and more widely shared (expansion of the traditional botanical lexicon, the module using ahi + che: ahi, che s’innalza e cresce il mar etc.). The capacity of the Arcadians to vary the structure of the dominant sonnet is illustrated in the commentary on a number of poems by Antonio Zampieri, Eustachio Manfredi, Faustina Maratti Zappi and Giacomo Sardini.

Keywords: Italian poetry; Sonnet; 18th-century literature; Arcadia; Stylistic analysis.