Guido Pette
La correzione del Poliziano a Catullo 17.19 e la metrica degli umanisti

Nella prima Centuria (cap. LXXIII) dei Miscellanea, Angelo Poliziano corregge per primo il verso Catull., 17.19, sostituendo la lezione tradita ma errata separata con suppernata, lezione corretta e dedotta da un frammentario lemma di Festo nel ms. farnesiano. Nell’editio princeps, però, c’è incoerenza tra il corpo del capitolo, in cui si propone con logiche motivazioni la lezione suppernata, e il titolo del capitolo, dove compare inspiegabilmente la lezione errata expernata. Nelle Emendationes, pubblicate subito dal Poliziano, è corretta inopinatamente la lezione giusta in quella errata, per cui le edizioni successive della Centuria hanno stampato expernata anche nel corpo del capitolo. I contemporanei, pur in dubbio sulla sua effettiva volontà, ritennero errate ambedue le lezioni per motivi metrici. Nell’articolo si evidenziano le polemiche che accompagnarono le due proposte fino ai primi anni del Cinquecento e si cerca di dimostrare che la congettura del Poliziano fu solo suppernata.

Parole chiave: Umanesimo; filologia; classici; metrica; manoscritti; stampa.

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Guido Pette
Poliziano’s Emendation of Catullus 17.19 and Humanist Metrics

In the first Centuria (ch. LXXIII) of the Miscellanea, Angelo Poliziano is the first to emend the verse Catull., 17.19, replacing the transmitted but erroneous reading separata with suppernata, a correct reading that he inferred from a fragmentary lemma of Festus preserved in the Farnesian manuscript. However, in the editio princeps there is an inconsistency: while the body of the chapter offers well-reasoned arguments for suppernata, the chapter title inexplicably contains the incorrect reading expernata. In the Emendationes, hastily published by Poliziano shortly thereafter, the correct reading was unexpectedly altered to the incorrect one, so that subsequent editions of the Centuria printed expernata also in the body of the chapter. Poliziano’s contemporaries, though uncertain about his true intention, regarded both readings as metrically unacceptable. This article highlights the controversies surrounding the two proposals up to the early 1500s and seeks to demonstrate that Poliziano’s real proposal was unequivocally suppernata.

Keywords: Humanism; philology; classics; metrics; manuscripts; printing.

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