Il «più perfetto poema» o un «letto di Procuste»? La polemica sul sonetto in Arcadia

Luca Mendrino

Il saggio intende sottolineare l’incidenza della metrica sulle ragioni di ordine teorico che determinarono lo scisma d’Arcadia. Il dibattito non si riduce all’utilizzo o meno della rima, ma si configura soprattutto come opposizione tra forme brevi e forme lunghe. Una conferma giunge dalle severe disposizioni che regolavano le sessioni recitative al Bosco Parrasio, riportate nei manoscritti dell’archivio dell’Arcadia. Attraverso questi stessi documenti si ricostruisce la breve carriera poetica del pastore Opico Erimanteo (Gian Vincenzo Gravina), per poi dar conto dell’uso strumentale della «Maniera nuova di lirico poetare» di Alessandro Guidi che l’autore della Ragion poetica fece nelle sue scritture. Viene infine ricostruita la lunga polemica sul sonetto: al modello di poesia teorizzato da Gravina il Custode, Giovannmario Crescimbeni, contrappone nelle sue opere un elogio incondizionato di questa forma metrica, anche al fine di giustificare quanto avveniva nelle recite ufficiali.

Parole chiave: Arcadia; Sonetto; Gian Vincenzo Gravina; Giovan Mario Crescimbeni; Alessandro Guidi; Metrica; Poesia; Rima; Recita; Scisma; Manoscritti.

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The «più perfetto poema» or a «letto di Procuste»? The Controversy on Sonnet in Arcadia

This essay aims to underline the relevance of verse metre to theoretical reasons that brought to Arcadia schism. The debate concerned not only the use of rhyme, but it mainly countered long poetic forms to short poetic forms, as confirmed by the strict rules that regulated the recitative sessions at Bosco Parrasio found in the manuscripts kept in the Arcadian Archive. Through those documents we can reconstruct the brief poetic career of Opico Erimanteo (Gian Vincenzo Gravina), and then we can give account of exploitative use of Alessandro Guidi’s «maniera nuova di lirico poetare» that the author of Ragion poetica made in his writings. Finally, the essay retraces the long controversy about sonnet: the “Custode” of Arcadia, Giovan Mario Crescimbeni, made an unconditional praise of this metric form against the model theorized by Gravina, in order to legitimize what happened in the Arcadian official plays.

Keywords: Sonnet; Arcadia; Gian Vincenzo Gravina; Giovan Mario Crescimbeni; Alessandro Guidi; Prosody; Rhyme; Plays; Schism; Manuscripts.