Storia

Teresa De Dominicis

20 novembre 1885

Una donna impegnata a trarre fuori l’Arcadia «dalle sue nebbie crepuscolari»

Teresa De Dominicis (1842-1928) nacque da una nobile famiglia romana. Educata nel Collegio delle Dame del Sacro Cuore, a Trinità dei Monti, fin da bambina manifestò un vivo interesse nei confronti delle materie classiche e delle letterature moderne. Nel 1870 sposò il marchese Luigi Venuti, del quale rimase vedova nel 1882.

Presente nella vita culturale romana tra fine Ottocento e inizio Novecento, tenne un «raccolto cenacolo» intellettuale (Annesi Klitsche de la Grange, In Arcadia tra Ottocento e Novecento, p. 40), collaborò con diverse riviste e si impegnò nella didattica e nella divulgazione. Nel 1884 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, Polymnia, seguita pochi anni dopo da due volumi dedicati al filosofo Boezio. Tali opere le procurarono ampio credito tra i maggiori intellettuali del tempo, da Pascoli a De Gubernatis, da Vaccari a Carducci. Quest’ultimo le fu addirittura «debitore di una grande consolazione» per aver reso nota a Victor Hugo, durante un soggiorno a Parigi, l’ode scritta in suo onore e fino a quel momento rimasta sconosciuta al romanziere (Salvadori, Lettere, vol. II, p. 644 nota 437).

Il 20 novembre 1885 fu eletta Arcade con il nome di Cleomira Teomanzia. All’interno dell’Accademia tenne cicli di letture dedicate a un pubblico di non specialisti e corsi di lingue straniere, e in generale agì con forza per ampliarne le iniziative culturali. Nel momento in cui le sembrò che l’Arcadia stesse tradendo i suoi principi, divenendo «facile sede di piccolette gare», come una «strenua amazzone» portò avanti con fermezza la sua battaglia «per trarre la vetusta Accademia dalle sue nebbie crepuscolari» e condurla sulla strada del rinnovamento (cfr. Annesi Klitsche de la Grange, In Arcadia tra Ottocento e Novecento, pp. 36 e 47). Fu la prima donna a far parte del Savio Collegio.

Si interessò anche di teosofia, condusse studi di carattere biografico, studiò l’arabo e si dedicò alla traduzione dei Sonnets from Portuguese di Elizabeth Barrett Browning. Ricordata come una donna appartenente «a quell’esiguo numero di nobili ingegni che non si sono mai piegati a mendicar fama», visse tutta la sua vita «fra pochi fedeli amici che l’amavano e veneravano per la sua virtù e il suo alto intelletto» (ivi, p. 36).

Bibliografia: Daniella Annesi Klitsche de la Grange, Teresa De Dominicis Venuti, in Ead., In Arcadia tra Ottocento e Novecento, Roma, Fratelli Palombi, 1973, pp. 36-51; Giulio Salvadori, Lettere, 2 voll., a cura di Nello Vian, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1976.

Autore: Maila Vaccaro
Revisore: Pietro Petteruti Pellegrino
Data creazione: 11.05.2020
Data modifica: 30.07.2020