Storia

La fondazione

5 ottobre 1960

Una «Conversazione letteraria in forma di Repubblica democratica»

La fondazione dell’Accademia dell’Arcadia avvenne a Roma il 5 ottobre 1690, presso il giardino dei Frati Minori di San Pietro in Montorio, per iniziativa di Giovan Mario Crescimbeni, suo primo Custode, e di Paolo Coardi, Giuseppe Paolucci, Vincenzo Leonio, Silvio Stampiglia, Gian Vincenzo Gravina, Giovan Battista Felice Zappi, Carlo Tommaso Maillard di Tournon, Pompeo Figari, Paolo Antonio del Negro, Melchiorre Maggi, Jacopo Vicinelli, Paolo Antonio Viti, Agostino Maria Taja.

Fin da subito essa si presenta così come una «Conversazione letteraria in forma di Repubblica democratica» (Crescimbeni, Dell’istoria della volgar poesia, vol. IV, p. 308), in quanto il suo governo è «democratico o popolare, non avendo né protettore né principe, ma semplicemente un Custode, il quale rappresenta tutta l’Adunanza» (Crescimbeni, Breve notizia, p. 12). 

Baluardo del gusto letterario classicistico contro le stravaganze e gli eccessi dell’epoca barocca, l’Arcadia costituì la prima vera organizzazione nazionale della cultura italiana, grazie anche alla nascita immediata di Colonie nell’intero territorio della penisola. Michel Giuseppe Morei, suo terzo Custode, nelle sue Memorie istoriche afferma che l’Accademia dell’Arcadia nacque «per distruggere quella barbarie colla quale per la maggior parte del passato secolo si scriveva in Italia» (p. 4). Nell’attuare tale programma di rinnovamento culturale, essa si ispirò ai popoli d’Arcadia, la cui inclinazione alla pace e alla tranquillità, nonché all’«esercizio per genio, per costume e per legge del suono e del canto» (p. 3), era stata narrata attraverso i secoli, da Omero a Pindaro, da Polibio a Virgilio, da Iacopo Sannazaro a Torquato Tasso. «Questi esempi così splendidi e così dilettevoli diedero coraggio, e apersero in un certo modo la strada all’istituzione della moderna Arcadia», la quale, «benché altro in sostanza non sia che un’unione di letterati, o per volgarmente appellarla una Accademia di Belle Lettere, con tutto ciò e per il nome, e per l’istituto, e per l’esito fortunato che hanno le sue mire ottenuto, ella fra le altre Accademie si è saputa in tal maniera distinguere, che qual Letteraria Universale Republica non solo a Roma, e dall’Italia, ma dall’Europa tutta viene in ogn’incontro riconosciuta» (p. 4).

Bibliografia: Giovan Mario Crescimbeni, Breve notizia dello stato antico e moderno dell’Adunanza degli Arcadi […], Roma, Antonio De Rossi, 1712; Giovan Mario Crescimbeni, Dell’istoria della volgar poesia, vol. IV, Venezia, Lorenzo Baseggio, 1730; [Michel Giuseppe Morei], Memorie istoriche dell’Adunanza degli Arcadi, Roma, Stamperia de’ Rossi, 1761.

Autore: Maila Vaccaro
Revisore: Pietro Petteruti Pellegrino
Data creazione: 11.05.2020
Data modifica: 11.05.2020