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SUMMARY:Per l’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto
DESCRIPTION:CONVEGNO DI STUDI\nPer l’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto\nSituazione filologica e prospettive critiche\n22-23 settembre 2025 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nLocandina \nIn corrispondenza dell’avvio dell’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto\, il convegno intende promuovere una riflessione sullo stato degli studi filologici ariosteschi: è prevista dunque la partecipazione di alcuni dei maggiori specialisti\, impegnati sia nella proposta di relazioni dedicate alle singole opere\, sia in un confronto ampio nei momenti riservati alla discussione. Il seminario rientra tra le attività dell’Unità di ricerca della Sapienza Università di Roma nell’ambito dello Spoke 3\, PE/5 CHANGES (Digital philology): le registrazioni verranno rese disponibili sul sito dell’Accademia dell’Arcadia e sul portale monografico www.ludovicoariosto.org. \n22 settembre 2025\n14:00-16:30\nSaluti istituzionali di Maurizio Campanelli\nPresiede Gianluca Genovese\nEmilio Russo\, Introduzione\nMarco Dorigatti\, Cosa insegna la filologia ariostesca?\nPausa caffè\n16:30-18:30\nPresiede Maria Cristina Figorilli\nFrancesco Lucioli\, Una nuova edizione delle commedie di Ariosto: osservazioni preliminari sulla Cassaria in prosa\nChiara De Cesare\, Nuove prospettive sulla corrispondenza ariostesca: l’edizione critica delle lettere\nDiscussione con la partecipazione di Giuseppe Crimi\, Martina Dal Cengio\, Raffaele Ruggiero \n23 settembre 2025\n9:30-11:00\nPresiede Giorgio Forni\nSimone Albonico\, Le Satire da qui alla nuova edizione\nNicole Volta\, Varianti d’autore nelle rime di Ariosto: una questione aperta\nPausa caffè\n11:00-13:00\nPresiede Alberto Casadei\nIrene Torregrossa\, L’Orlando furioso del 1521: ricerche per una nuova edizione\nValentina Gritti\, Preliminari a un nuovo testo critico del Furioso del 1532\nDiscussione con la partecipazione di Fabio Romanini\, Franco Tomasi\, Andrea Torre \nOrganizzazione: Martina Dal Cengio\, Chiara De Cesare\, Emilio Russo \nFilmato della I sessione \n\n  \nFilmato della II sessione \n\n  \nFilmato della III sessione \n\n  \nFilmato della IV sessione
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SUMMARY:Incontro al Bosco Parrasio con Stefano Dal Bianco
DESCRIPTION:INCONTRI AL BOSCO PARRASIO\nStefano Dal Bianco\nIn dialogo con Massimiliano Tortora\n25 settembre 2025\, ore 17:00\nAl Bosco Parrasio si accede\, percorrendo via Garibaldi\, da salita del Bosco Parrasio 8\n(l’ingresso sarà consentito esclusivamente dalle 16:30 alle 17:00) \nLocandina \nStefano Dal Bianco (Padova 1961) insegna Poetica e stilistica all’Università di Siena. Ultimi libri di poesia: Ritorno a Planaval (Mondadori 2001; LietoColle 20182)\, Prove di libertà  (Mondadori 2012)\, Paradiso  (Garzanti 2024\, Premio Strega Poesia). Si è occupato prevalentemente della metrica di Petrarca\, Ariosto\, Andrea Zanzotto\, e di poesia del Novecento. Di Zanzotto ha curato il Meridiano Mondadori nel 1999 (con Gian Mario Villalta) e l’Oscar Tutte le poesie (2011). I suoi saggi di poetica sono raccolti in Distratti dal silenzio. Diario di poesia contemporanea (Quodlibet 2019). \n 
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SUMMARY:Vivrà l’Arcadia\, un dì Talia mel disse (2025)
DESCRIPTION:INCONTRI DELL’ARCADIA\nVivrà l’Arcadia\, un dì Talia mel disse\nUn incontro di poesia per festeggiare il 335° anniversario della fondazione\nCoordina Alessandro Fo \nLetture di Fabio Ciriachi\, Francesco Paolo Memmo\, Davide Puccini\, Mauro Sambi \n9 ottobre 2025\nore 16:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino\, 8 \nIngresso libero \nLocandina \nPer festeggiare il 335° anno di fondazione l’Arcadia propone una manifestazione di poesia condotta da Alessandro Fo.\nInterverranno quattro voci. Fabio Ciriachi (Roma 1944)\, fotografo\, attore e narratore\, ha pubblicato con Empirìa le raccolte L’arte di chiamare con un filo di voce (1999)\, Il giardino urbano (2003)\, Pastorizia (2011)\, e con Il Labirinto Tempo\, soltanto tempo (2023). Presso lo stesso editore\, e ancora nel 2023\, Francesco Paolo Memmo (Lanciano 1948)\, critico e collaboratore di pagine culturali\, ha raccolto le sue cinque sillogi\, insieme ad alcuni nuovi testi\, in Linea di basso ostinato. Davide Puccini (Piombino 1948)\, critico e narratore\, ha esordito in versi con Il lago del cuore (Lineacultura\, 2000)\, cui hanno fatto seguito altre sei raccolte\, l’ultima delle quali è Il falco e la colomba (Interlinea\, 2024). Di Mauro Sambi (Pola 1968)\, il recente Cura (Ronzani\, 2024) ha vinto il Premio Lerici Pea 2025; tutta la sua precedente produzione è raccolta in Quel tanto nella voce (Ronzani\, 2021). \n 
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SUMMARY:Conferenza di Paolo Chiesa
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA\nPaolo Chiesa \nCarlo VI di Francia scrive al Prete Gianni\nUn’autorappresentazione ideale di una società trecentesca \n23 ottobre 2025\n17:30-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino\, 8 \nLocandina \nIn un manoscritto di Praga è contenuta un’epistola che si dice essere indirizzata dal re di Francia Carlo VI al Prete Gianni\, il mitico sovrano dell’India noto in Europa per via di una celebre lettera fittizia che si diceva indirizzata all’imperatore di Costantinopoli. L’“epistola di Carlo VI”\, solo di recente pubblicata\, contiene una descrizione idealizzata\, ma molto concreta e puntuale\, del regno di Francia\, in contraltare con il presunto “regno del Prete Gianni”\, ed è un sorprendente esempio di autorappresentazione all’esterno di una società trecentesca.
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SUMMARY:Benedetto Croce in Arcadia
DESCRIPTION:Benedetto Croce in Arcadia\nUn incontro per ricordare la conferenza di ottanta anni fa\n  \n24 novembre 2025\n16:00-19:00\nBiblioteca Angelica \n\nIn collaborazione con la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce \nLocandina \n«Arcadia è a volta a volta nome di spregio e di scherno\, e nome che suscita immagini di pace e di gentili piaceri e trastulli\, quali la pace consente». Queste le parole con cui Benedetto Croce il 24 novembre 1945 aprì la conferenza inaugurale dell’anno accademico dell’Arcadia\, nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica; il tema era L’Arcadia e la poesia del Settecento. La partecipazione all’evento fu straordinaria: il pubblico\, numerosissimo\, si arrampicò persino sugli scaffali delle librerie per vedere meglio; neppure l’arresto della corrente elettrica compromise il buon esito dell’incontro\, che proseguì a lume di candela. In un’Italia ancora coperta di rovine e lacerata da aspri conflitti\, quel discorso assunse inevitabilmente un profondo significato politico\, anche perché pronunciato dall’autore del Manifesto degli intellettuali non fascisti\, in Arcadia Eudoro Dianeo\, per esprimere la propria riconoscenza a una delle due istituzioni culturali che non lo aveva cancellato dall’albo dei soci per il suo rifiuto – unico tra gli intellettuali non ebrei – di compilare il questionario razziale del 1938 (l’altra istituzione era stata l’Istituto veneto di scienze\, lettere e arti).\nPer riflettere su quella conferenza\, a ottanta anni di distanza\, l’Accademia dell’Arcadia\, in collaborazione con la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce\, il pomeriggio del 24 novembre 2025 ha organizzato un incontro di studio nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica. \n16:00 Saluti di Maurizio Campanelli e Benedetta Craveri\n16:30 Giorgio Panizza\, Una serata particolare: verso Geografia e storia della letteratura italiana\n17:00 Paolo D’Angelo\, Nell’Italia senza libertà. Vessazioni e amarezze nella vita di Croce negli anni del fascismo\n17:30 pausa caffè\n17:45 Emanuele Cutinelli-Rendina\, Benedetto Croce in Arcadia tra antifascismo e postfascismo\n18:15 Conclusioni di Gianluca Genovese \nArticolo di Francesca Romana de’ Angelis dedicato all’incontro: Ricordando la conferenza di Benedetto Croce all’Accademia dell’Arcadia nel 1945. Promessa di rinascita alla luce fioca di due candele\, «Osservatore Romano»\, 17 dicembre 2024. \n 
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SUMMARY:Conferenza di Giorgio Forni
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA\nGiorgio Forni\nAriosto polifonico \n4 dicembre 2025\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe oscure 32 \nIngresso libero \nLocandina \nFin dal 1928 Werner Günther aveva segnalato la singolare modernità dello stile narrativo dell’Orlando furioso rispetto alla tradizione antecedente\, attribuendo ad Ariosto un uso consapevole e letterario del discorso rivissuto o discorso indiretto libero\, in cui la voce del narratore entra in risonanza con quella del personaggio. Secondo Günther\, proprio l’inedita combinazione di «lyrische Form» e «metaphysische Ironie» porta Ariosto ad essere il primo narratore in grado di servirsi dell’indiretto libero come strumento poetico-espressivo ed è un’acquisizione stilistica che non troverà poi imitatori prima di La Fontaine e resterà a lungo un fenomeno isolato e senza sviluppo nella tradizione letteraria italiana. È possibile allora parlare di una “polifonia” dell’Orlando furioso in senso proprio? O\, in altre parole\, accade nel Furioso che il narratore ricalchi sentimenti e parole dei personaggi con un procedimento d’immedesimazione tipico della moderna polifonia romanzesca? \n 
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SUMMARY:Le carte degli autori – II ciclo
DESCRIPTION:Le carte degli autori – II ciclo\na cura di Emilio Russo e Martina Dal Cengio \nInserita all’interno dei Seminari della Biblioteca Monteverdi\, l’iniziativa si propone di osservare da vicino il banco di lavoro di alcuni dei più grandi autori della letteratura italiana: ogni incontro\, costruito nella forma di un dialogo tra esperti\, costituirà l’occasione per condividere ricerche in corso\, a partire dell’esame diretto delle carte\, degli archivi o delle letture d’autore. Il ciclo seminariale\, finanziato dal PNRR PE5-CHANGES SPOKE 3-DLCM e dal Dipartimento di Lettere e Culture Moderne\, Sapienza Università di Roma\, è svolto in collaborazione con il CAER – Centre Aixois d’Etudes Romanes\, Aix Marseille Université (Raffaele Ruggiero)\, e con l’Accademia dell’Arcadia. \nGli incontri si svolgeranno presso la Biblioteca Angelo Monteverdi\, con inizio alle ore 17.00. \nLocandina \n20 gennaio 2026\nAndrea Cortellessa\, Silvia De Laude\, Giorgio Nisini\nDal laboratorio. Fra i libri e le carte di Pier Paolo Pasolini \n9 febbraio 2026\nMatteo Palumbo\, Massimiliano Tortora\nSvevo tra filologia e critica \n9 marzo 2026\nLuca Degl’Innocenti\, Valentina Gritti\nLa biblioteca perduta di Ariosto: le letture latine e volgari nell’Orlando furioso \n23 aprile 2026\nPaolo Falzone\, Giulia Raboni\nIl sugo della storia. Sul finale dei Promessi sposi \n5 maggio 2026\nSonia Gentili\, Giorgio Panizza\nUn Eden a Recanati? Libri e letture di Leopardi tra poesia e filosofia \n19 maggio 2026\nGiorgio Inglese\nDante
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SUMMARY:L’altra Arcadia: letteratura\, miti e storia della Grecia antica
DESCRIPTION:L’altra Arcadia: letteratura\, miti e storia della Grecia antica\nSeminario di studi a cura di Luca Bettarini \n5 febbraio 2026\n16:00-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nLocandina \nL’eredità greca in Arcadia non si avverte solo nei nomi d’ispirazione greca\, negli etnici del mondo greco\, nelle Olimpiadi letterarie\, ma si articola in un ricco patrimonio di miti\, storie e testi che nei secoli hanno ispirato i “pastori” nella loro attività. Questo incontro intende riscoprire e valorizzare le radici greche della Repubblica d’Arcadia attraverso un percorso che abbraccia diacronicamente la letteratura e la storia. Prendendo le mosse dalla lingua di Omero e dei suoi continuatori di età arcaica\, si passerà ad analizzare le implicazioni storiche del teatro comico di Aristofane e le caratteristiche del genere lirico del peana in età classica\, per giungere infine ad esaminare la tradizione dei testi greci in un grammatico latino tardoantico quale Prisciano di Cesarea. \n16:00 Introduzione di Maurizio Campanelli\n16:30 Laura Lulli\, La dizione epica e le sue peculiarità oltre Omero\n17:00 Lavinio Del Monaco\, Come un’antica moneta. Variazioni di una similitudine\n17:30 intervallo\n17:45 Adelaide Fongoni\, Cantare peani nelle comunità magno-greche di IV sec. a.C.\n18:15 Jacopo Khalil\, Le citazioni greche nell’Ars di Prisciano tra stampe e manoscritti\n18:45 Conclusioni di Luca Bettarini \nCon il patrocinio della Consulta Universitaria del Greco.
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. I seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei Canti di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nI seminario\, a cura di Fabio Corvatta e Fabiana Cacciapuoti \nCentro Nazionale di Studi Leopardiani\nRecanati\, via Monte Tabor\, 2 \n12 febbraio 2026\n9:30-18:00 \nCarlo Caruso\, I. All’Italia\nNovella Bellucci\, IV. Nelle nozze della sorella Paolina\nGioele Marozzi\, XIV. Alla luna\nGiuseppe Sangirardi\, XXIII. Canto notturno di un pastore errante dell’Asia\nAntonella Del Gatto\, XXXVII. (Odi\, Melisso) \nLocandina\nProgramma generale
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SUMMARY:Conferenza di Philippe Guérin
DESCRIPTION:Conversazioni in Arcadia \nPhilippe Guérin\nL’Arcadie di Bernardin de Saint-Pierre\, le Isles fortunées di Moutonnet de Clairfons e le prime traduzioni moderne della Commedia\n12 marzo 2026\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nIngresso libero \nLocandina \nDopo quasi due secoli di silenzio (per le edizioni a stampa)\, appare nel 1776 una versione francese dell’Inferno\, dovuta a J.-J. Moutonnet de Clairfons. Ellenista dotato\, si era cimentato con traduzioni dal greco\, nonché dal latino (i Basia di Johannes Secundus). È anche autore (modesto) di un romanzo\, a tratti pastorale\, Les Isles fortunées (1771). Tutto ciò in un contesto letterario in cui spicca il nome di Bernardin de Saint-Pierre\, autore del best-seller Paul et Virginie (1788)\, ma anche di racconti di viaggio nell’Isle de France (Riunione\, 1773) e di un romanzo incompiuto\, L’Arcadie (1781). Trait d’union\, l’amico Rousseau\, in particolare l’autore della Nouvelle Héloïse (1761). Sarà possibile cogliere qualche nesso tra tale contesto e l’impresa traduttiva di Moutonnet?
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SUMMARY:Sources italiennes II
DESCRIPTION:Sources italiennes II\nSéminaire permanent d’études italiennes  \nCAER – Centre Aixois d’Etudes Romanes\, Aix Marseille Université (Marika Incandela\, Raffaele Ruggiero)\, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Culture moderne\, Sapienza Università di Roma (Martina Dal Cengio\, Emilio Russo)\, e con l’Accademia dell’Arcadia \nPer il secondo anno il seminario permanente mira a raccogliere casi di studio che possano riscrivere la tradizione italiana sulla base della concretezza dei suoi documenti. Avendo come obiettivo le “fonti”\, propone ricerche che riguardano i manoscritti degli autori\, gli archivi\, le collezioni (libri\, documenti\, scartafacci\, oggetti d’arte ecc.): in breve\, tutto ciò che – a partire da attestazioni primarie – fonda e rende possibile la conoscenza di un autore\, di una corrente letteraria\, di un’opera. Il ciclo prende in considerazione l’intera civiltà italiana\, dal Medioevo alla contemporaneità\, con la partecipazione di ricercatori affermati e dottorandi o giovani studiosi. \nLocandina \n12 marzo 2026\, 15:00\nAndrea Canova\, Il filologo in archivio. Qualche esperienza cinquecentesca \n31 marzo 2026\, 15:00\nAlessio Decaria\, Tra l’Arno e il Tebro. Novità su Bardo Segni\, Lorenzino de’ Medici e lo Stradino da un ignoto codice di rime cinquecentesche \n2 aprile 2026\, 9:30\nFranco Tomasi\, Tra lettera e documento: osservazioni sull’epistolografia rinascimentale \n14 aprile 2026\, 15:00\nElena Valeri\, Libri in movimento: le traduzioni francesi e spagnole delle Historiae sui temporis di Paolo Giovio tra contesti politici e strategie editoriali (1550-1566) \n5 maggio 2026\, 15:00\nMaurizio Campanelli\, Una regina per una repubblica: Cristina di Svezia nel mito e nelle carte dell’Arcadia \n13 maggio 2026\, 9:30\nMarco Dorigatti\, La basi materiali della poesia: i testimoni del Quinto libro di Raffaele Valcieco \n13 maggio 2026\, 15:00\nIrene Torregrossa\, Editori\, stampatori e libri antichi: l’Orlando furioso del 1521 \nI seminari si svolgono nell’aula 2.41 della Maison de la Recherche\, Campus Schuman\, Aix-en-Provence.\nPer seguire a distanza: https://univ-amu-fr.zoom.us/j/7403574589 (riunione 740 357 4589).\nContatto: raffaele.ruggiero@univ-amu.fr.
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SUMMARY:Ascoltando le "Rime degli Arcadi" – V edizione
DESCRIPTION:Giornata mondiale della poesia \nAscoltando le Rime degli Arcadi – V edizione\nSeminario di studi a cura di Massimiliano Malavasi \nLetture di Arianna Ninchi e Marcello Ravesi\nIntermezzi musicali eseguiti dal maestro Gabriele Lotichius \n21 marzo 2026\n15:00-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino 8 \nCome nelle precedenti edizioni del seminario\, in occasione della Giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco\, nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica saranno illustrati alcuni percorsi tematici attraverso le raccolte delle rime degli Arcadi\, tra letture recitate e intermezzi musicali. \nLocandina \nTesti poetici della V edizione \nFranco Arato\, «Dell’uve il sangue amabile». Poesia bacchica in Arcadia\nIl vino\, sin dalla tradizione classica antico alleato della poesia\, è ben presente nella letteratura italiana tra Rinascimento e Barocco\, da Sannazaro a Chiabrera; ma la reinvenzione del genere cosiddetto enoico è soprattutto merito del Bacco in Toscana (1685) del pastore arcade Francesco Redi. Nel tomo IX delle Rime degli arcadi (1722) Crescimbeni decide di ristampare quel vecchio (ma sempre vivo) ditirambo\, accompagnandolo con un buon numero d’esempi di imitatori (da A. D. Norcia a G. Baruffaldi\, da U. Landi a Crescimbeni stesso). Questi versi\, rilevanti anche per lo sperimentalismo metrico\, verranno confrontati con i sonetti «polifemici» di G. B. Casaregi (Rime\, tomo V\, 1717)\, che del vino tessono non tanto le lodi ma gli effetti infine funesti per l’ingannato ciclope. \nAnna Scattola\, Celebrazione e compianto funebre di figure femminili nelle Rime degli Arcadi\nL’intervento si sofferma sui componimenti funebri stampati nelle Rime degli Arcadi\, in commemorazione di figure femminili differenti\, come nobildonne\, poetesse e familiari. Nonostante il numero esiguo\, queste rime dimostrano un significativo interesse\, tra gli accademici\, per una tipologia poetica diffusa e legata alla realtà storica del tempo. Inoltre\, si può notare come il ricorso a specifici motivi della tradizionale topica funebre – smarrimento\, lamento collettivo\, elogio dei meriti pubblici\, rimpianto intimistico – contribuisca a evidenziare la posizione sociale delle defunte e la loro particolare relazione con autori e autrici\, tra protezione cortigiana e mecenatismo\, affetti familiari e contributo poetico nell’Accademia dell’Arcadia. \nMarco Capriotti\, «Tra fior e fior\, tra fronda e fronda». Motivi floreali nelle Rime degli Arcadi\nIl topos millenario del locus amoenus trova per ovvie ragioni uno speciale luogo d’elezione nella poesia arcadica. Tuttavia\, nella poesia di tutti i tempi (e le Rime degli Arcadi non fanno eccezione) le sue specifiche componenti sono state evocate per assolvere a scopi di volta in volta differenti: costituire uno sfondo convenzionale\, caricarsi di valenze simboliche\, essere sottoposte a un minuto descrittivismo… Il contributo analizzerà le modalità di rappresentazione letteraria di uno dei principali costituenti del locus amoenus\, il fiore\, nei volumi IV-IX delle Rime degli Arcadi\, al fine di mostrare come i poeti che vi compaiono abbiano fatto propria la topica del motivo floreale – particolarmente all’indomani della rivoluzione scientifica –\, pur nel solco di una tradizione millenaria. \nSilvia Tatti\, Versi d’encomio e d’occasione\nAll’interno delle Rime i versi di encomio e di occasione sono ricorrenti. Autori e autrici si soffermano sulla lode ai defunti e sulla celebrazione di ricorrenze\, come nascite e sposalizi solenni. Dominati da una retorica ridondante\, da formule ripetitive e da un immaginario diffuso\, i versi di encomio hanno una loro funzione non solo decorativa all’interno delle raccolte arcadiche; collocano nella storia locale ed europea i volumi\, evidenziano la rete di relazioni\, ancorano la dimensione universale dei temi della poesia arcadica alla realtà contemporanea\, dando corpo e spessore agli autori e alle autrici: sollevano il velo del travestimento pastorale inglobando la storia nella favola della trasfigurazione arcadica. Nei volumi considerati per la serata della poesia del 21 marzo\, sono numerosissimi gli autori che inseriscono all’interno della sezione dei loro versi delle rime in lode o in ricordo di protettori vivi o defunti\, sovrani\, artisti\, prelati. \n  \n\n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Conferenza di Beatrice Manetti
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA \nBeatrice Manetti\nScrittrici in Italia\, l’Italia delle scrittrici \n9 aprile 2026\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nVia delle Botteghe Oscure 32 \nLocandina \nPer quanto ignorate o marginalizzate negli studi complessivi più recenti sulla narrativa contemporanea\, le scrittrici in Italia ci sono\, si pubblicano\, si vendono\, si leggono. Più difficile è tracciare una mappa di quello che scrivono: esistono tendenze\, linee di ricerca\, mode editoriali che orientano le autrici\, esordienti o affermate\, verso generi e temi privilegiati? In una ricognizione sommaria\, e necessariamente provvisoria\, della scrittura romanzesca delle donne\, è però riconoscibile una riflessione condivisa sulla storia nazionale\, sul suo rimosso\, le sue occasioni mancate\, i suoi punti di frattura. Li esamineremo a partire da tre casi esemplari: Silvia Cassioli\, Melania Mazzucco\, Igiaba Scego. \n\n 
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SUMMARY:Conferenza di Arnaldo Soldani
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA \nArnaldo Soldani \nIl Trionfo del Tempo e del Disinganno del cardinale Benedetto Pamphili. Una lettura formale \n7 maggio 2026\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nIngresso libero \nLocandina \nIl Trionfo del Tempo e del Disinganno è un oratorio scritto dal cardinale Benedetto Pamphili e musicato dal giovanissimo Georg Friedrich Händel subito dopo il suo arrivo a Roma\, nel 1707. Dopo un inquadramento complessivo\, il libretto del cardinale sarà esaminato da un punto di vista eminentemente formale\, con l’intento di percorrerne i tracciati\, niente affatto scontati\, sia per quanto concerne il sistema dei personaggi e le linee argomentative su cui si sviluppa il testo\, sia per quel che riguarda gli snodi principali dell’organizzazione metrica\, discorsiva e linguistica. Il libretto in effetti rivela una complessità di disegno che il rivestimento musicale assume e approfondisce con la potenza del genio di Händel. \n 
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SUMMARY:Voci di donne: corrispondenze e legami tra vita e letteratura
DESCRIPTION:5 Autori – Edizione romana \nVoci di donne: corrispondenze e legami tra vita e letteratura \n20 maggio 2026\n15:00-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nQuesta edizione speciale di 5 Autori vuole riproporre alcune questioni emerse durante i cinque incontri di studio organizzati dal Liceo Leopardi di Macerata. Il progetto intende approfondire\, attraverso l’intervento di esperti\, la conoscenza della corrispondenza epistolare tra alcuni interessanti personaggi femminili e scrittori autorevoli della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento. La finalità è quella di promuovere nella scuola un rinnovamento del canone letterario\, attraverso l’inclusione della letteratura al femminile\, permettendo di dare voce a chi è rimasto ai margini della scrittura letteraria. \nIl seminario di formazione\, organizzato dall’Accademia dell’Arcadia in collaborazione con il Liceo Classico Linguistico «Giacomo Leopardi» di Macerata\, potrà essere fruito in presenza o online\, tramite la compilazione del modulo al link https://forms.gle/ZPv9NwecyQvWVW2K6. \nIscrizioni tramite Piattaforma SOFIA entro il 17 maggio: codice identificativo 104602. \nLocandina\nPieghevole \nI parte \nEmilio Russo\,«Caro Muccio»\, «Pilla mia cara».  Affetti\, ironia e dialogo epistolare tra Paolina e Giacomo Leopardi\nMonica Venturini\, Tra Sibilla Aleramo e Dino Campana. Riflessioni sul canone del Novecento \nII parte \nMartina Dal Cengio\, Una poetessa di inizio Novecento in dialogo con Gozzano: Amalia Guglielminetti\nGiuseppe Crimi\, Dieci anni d’inchiostro: corrispondenza e mancate corrispondenze tra Marta Abba e Pirandello\nElisiana Fratocchi\, «Un’atroce mescolanza di leggerezza e di oscuro accanimento»: un percorso critico attraverso il carteggio tra Morante e Moravia \nI parte \n\n  \nII parte
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. II seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei Canti di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nII seminario\, a cura di Emilio Russo \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \n28 maggio 2026\n9:30-18:00 \nRoberto Rea\, VI. Bruto minore\nMassimo Natale\, VIII. Inno ai Patriarchi\, o de’ principii del genere umano\nFulvio Vallana\, XV. Il sogno\nAndrea Campana\, XXI. A Silvia\nPaola Italia\, XXXVI. Scherzo \nLocandina\nProgramma generale \n  \nPRIMA PARTE \n\n  \nSECONDA PARTE
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SUMMARY:Il possibile e il reale. L’apparato critico come rappresentazione della storia del testo
DESCRIPTION:Il possibile e il reale\nL’apparato critico come rappresentazione della storia del testo\nSeminario di studi a cura di Alberto Cadioli\, Paolo Chiesa\, Claudio Giammona\, Emilio Russo \n4-5 giugno 2026 \nSapienza Università di Roma\nFacoltà di Lettere e Filosofia\, aula IV\nRoma\, piazzale Aldo Moro 5 \nDipartimento di Lettere e Culture Moderne (Sapienza Università di Roma)\, in collaborazione con Osservatorio sulle Edizioni Critiche (Università Statale di Milano) e Accademia dell’Arcadia \nLocandina \nPosti di fronte al problema della rappresentazione sui rotoli papiracei dei testi omerici\, i filologi alessandrini escogitarono per primi un essenziale sistema di segni grafici che rendessero visibile la natura essenziale del problema: l’obelo\, l’asterisco\, la crux e gli altri segni diacritici individuano in modo immediatamente visibile le increspature del testo\, le cicatrici\, i luoghi dubbi. A questa primaria necessità\, col tempo\, si è aggiunta l’esigenza di rappresentare anche altri aspetti propri delle tradizioni dei testi: prese così forma\, al di sotto del testo\, la raccolta delle variae lectiones\, organizzate poi in modi diversi\, rispondenti ai criteri metodologici dell’edizione\, spesso anche molto variegati\, ma tutti tesi a restituire al lettore le varie strade percorse dai testi. \nNel 1977\, all’interno della voce Filologia curata per l’Enciclopedia del Novecento\, G. Contini scriveva: «Posta l’esistenza di un autografo o altro documento autorizzato\, anche la sua riproduzione è critica. Ogni edizione è interpretativa: non esiste una edizione-tipo\, poiché l’edizione è pure nel tempo\, aprendosi nel pragma e facendo sottostare le sue decisioni a una teleologia variabile. All’ambizione di un testo-nel-tempo corrisponde altresì l’elasticità d’un’edizione-nel-tempo. La raffinatezza dei mezzi meccanici si può ormai caricare di ogni responsabilità nell’ottenimento di un equivalente del documento\, liberando il valore totalmente mentale della riproduzione critica»; e aggiungeva: «Il fondamento all’esortazione verso apparati (di sostanza) completi quanto fisicamente possibile (salvo al più le sviste servili in luogo di sincere innovazioni) ha lo scopo di salvaguardare non soltanto\, euristicamente\, quelle lectiones singulares che domani potranno\, adottate come parametro per saggiare nuovi individui\, rivelarsi lezioni di gruppo\, ma il materiale che faccia conoscere la fisionomia del testo in ogni frazione della sua storia culturale». \nA quasi 50 anni di distanza\, i mezzi a disposizione dei filologi non sono più esclusivamente meccanici: le potenzialità delle nuove tecnologie permettono modalità diverse di rappresentazioni alternativa o sinottica dei testi\, svincolandoli dalla fissità della pagina. Al tempo stesso\, la discussione interna alle scienze filologiche ha affrontato questa sfida\, trovando modi per riflettere anche nelle edizioni a stampa la pluralità delle realizzazioni dei singoli testi. L’apparato critico si configura sempre più come lo spazio in cui trovano riparo tutte queste possibilità.
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SUMMARY:Presentazione di "Filologia e poesia. Lo scrittoio di Silvia Rizzo"
DESCRIPTION:Presentazione di Filologia e poesia. Lo scrittoio di Silvia Rizzo \nIl 5 giugno 2026 alle ore 16 presso l’Aula IV del Dipartimento di Lettere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza\, Paola de Capua\, Maurizio Fiorilla e Simona Mancini presenteranno il volume Filologia e poesia. Lo scrittoio di Silvia Rizzo\, a cura di Monica Berté\, Maurizio Campanelli e Vincenzo Fera\, che raccoglie gli atti del convegno organizzato dall’Accademia dell’Arcadia il 12-13 maggio del 2023 per ricordare Silvia Rizzo: la prima parte del libro ospita otto saggi\, nella cui varietà tematica si riflettono\, in una prospettiva ecdotica condivisa dagli autori\, i principali ambiti di ricerca della studiosa\, ovvero la filologia classica\, il Petrarca\, l’Umanesimo. La seconda parte del volume raccoglie poesie e brani di prosa creativa di Silvia Rizzo e di altri poeti\, ai quali venne dedicata una seduta del convegno. La presentazione potrà anche essere seguita da remoto (il link si trova nella locandina). \nLocandina
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SUMMARY:Seminario di filologia Silvia Rizzo – III edizione
DESCRIPTION:Seminario di filologia Silvia Rizzo – III edizione\nA cura di Monica Berté e Maurizio Campanelli \n18 giugno 2026 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nCome nelle precedenti edizioni del seminario intitolato a Silvia Rizzo\, già membro del Savio Collegio\, della quale l’Accademia conserva dal 2023 le carte di lavoro e il fondo di libri antichi\, otto relatori\, selezionati attraverso una call for papers dai curatori dell’iniziativa\, sottoporranno a discussione collettiva questioni ecdotiche o esegetiche riguardanti autori e testi della letteratura italiana\, nelle sue varie lingue\, dalle origini all’età moderna; l’occasione mette a confronto studiosi italiani e stranieri di età e formazione diverse. \nLocandina \n10.00-13.30\nMatteo Ceccherini\, Notabilia e tradizione della Geographia latina di Strabone: il caso del ms. Urb. lat. 280  \nGiandomenico Tripodi\, Ineptissimus ille Cione? Il commento all’Eneide di Giovanni del Virgilio edito da Cione de Magnalis \nYlenia Papa\, Verso l’edizione critica del Quadriregio: problemi e metodi per la classificazione dei testimoni\nDavide Puccini\, Lo zibaldone autografo di Franco Sacchetti tra latino e volgare \n14.30-18.00\nAnastasia Zolotukhina\, Le Invectivae in Franciscum Philelphum di Poggio Bracciolini: edizione critica\nJacopo Pesaresi\, Da Siena a Ferrara: Basinio da Parma e il rinnovamento umanistico dell’elegia\nAndrea Romei\, Le due redazioni dell’Uccellagione di starne di Lorenzo de’ Medici: questioni ecdotiche\, cronologiche e attributive \nAlessandro Pecoraro\, La vicenda redazionale del discorso sulle sètte dei cosiddetti discorsi Della servitù dell’Italia \n  \nParte prima \n\n  \nParte seconda \n\n 
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SUMMARY:L'Archivio e la Biblioteca riapriranno il 7 settembre
DESCRIPTION:L’Archivio e la Biblioteca dell’Arcadia riapriranno al pubblico il 7 settembre. \nL’Archivio dell’Arcadia è aperto il lunedì\, il mercoledì e il venerdì dalle 10:30 alle 13:30. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere all’indirizzo archivio@accademiadellarcadia.it oppure telefonare al numero 0668408050. \nLa Biblioteca dell’Arcadia è aperta il martedì\, il mercoledì e il giovedì dalle 9:30 alle 13:30. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere all’indirizzo biblioteca@accademiadellarcadia.it oppure telefonare al numero 0668408050.
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SUMMARY:Consegna dei diplomi ai nuovi Arcadi
DESCRIPTION:«Per grande avvanzamento di nostro Commune»\nConsegna dei diplomi ai nuovi Arcadi\n\n25 giugno 2026\n11:00-19:00 \nBiblioteca Angelica Roma\npiazza di Sant’Agostino 8 \nIl 25 giugno si svolgerà un evento fondamentale nella vita dell’antica Repubblica degli Arcadi: la consegna dei diplomi di annoverazione ai nuovi sodali del nostro «Commune Pastorale». La cerimonia sarà semplice e amicale\, secondo lo stile che da sempre caratterizza l’Arcadia. I diplomi saranno consegnati a sessanta nuovi Arcadi\, ordinari\, corrispondenti\, stranieri\, fra i quali si annoverano figure rappresentative della poesia\, della critica letteraria\, della linguistica\, della filologia\, della storia dell’arte\, della musicologia\, della storia della filosofia contemporanee. Ci saranno anche quindici dei diciannove poeti che\, con il loro ingresso in Arcadia\, confermano la nostra Accademia quale casa comune della poesia contemporanea. D’altra parte\, la molteplicità delle discipline rappresentate nella nuova elezione e la qualità delle figure che le rappresentano ribadiscono il ruolo dell’Arcadia quale realtà fortemente inclusiva\, sempre nel segno dei suoi principi fondativi: concordia\, uguaglianza\, libertà\, pace. Dopo un saluto introduttivo del Custode\, ognuno dei nuovi Arcadi potrà rivolgere un breve discorso all’uditorio. \nLocandina \n11:00 Parole di benvenuto\n11:15 Consegna dei diplomi ai nuovi Arcadi ordinari e corrispondenti\n13:45 Pausa pranzo\n15:00 Consegna dei diplomi ai nuovi Arcadi poeti\n16:30 Pausa caffè\n17:00 Consegna dei diplomi ai nuovi Arcadi corrispondenti e stranieri \n 
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SUMMARY:Incontro al Bosco Parrasio con Silvia Bre
DESCRIPTION:INCONTRI AL BOSCO PARRASIO \nSilvia Bre\nIn dialogo con Massimiliano Tortora \n9 luglio 2026\nore 17:30 \nAl Bosco Parrasio si accede\, percorrendo via Garibaldi\, da salita del Bosco Parrasio 8 (l’ingresso sarà consentito dalle 17:00 alle 17:30). \nLocandina \nSilvia Bre è poeta e traduttrice. Ha pubblicato I riposi (Rotundo)\, Sempre perdendosi (nottetempo)\, e per Einaudi le raccolte di poesie Le barricate misteriose\, Marmo\, La fine di quest’arte e il recente Le campane. Nel 2022 ha pubblicato per Vallecchi il saggio Mistero. Ha tradotto\, tra gli altri\, Louise Labé\, Claudia Rankine\, Vita Sackville-West\, Margaret Atwood\, da Emily Dickinson per Einaudi Centroquattro poesie\, Uno zero più ampio e Questa parola fidata; e di recente Fuoco e ghiaccio di Robert Frost per Adelphi. Per i Tascabili Einaudi ha inoltre pubblicato la traduzione di un’ampia raccolta di poesie di Emily Dickinson. \n 
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SUMMARY:festival poesia 2026
DESCRIPTION:festival poesia 2026\n24 settembre 2026\n11:00-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino 8 \nTredici poeti che presenteranno e reciteranno i loro versi nell’arco di una giornata interamente dedicata alla poesia contemporanea. La prima edizione del festival poesia adotterà una formula essenziale\, con l’intento di offrire un comune spazio d’espressione ai valori sui quali l’Arcadia da sempre si fonda: concordia\, uguaglianza\, pace\, condivisione\, amore per il bello e per la natura. Traendo ispirazione dalle Olimpiadi dell’antica Grecia\, dalla fine del Seicento e poi nel corso del Settecento l’Arcadia organizzò i suoi Giuochi Olimpici\, mutando però le gare sportive in cinque competizioni di poesia\, nelle quali non si vinceva nulla\, perché l’obiettivo era quello di unire tante voci che cantassero i temi cari all’Arcadia. Il festival poesia 2026 si rifà idealmente a quei Giuochi\, per promuovere una parola che sia presidio di memoria\, esercizio di libertà\, spazio di dialogo\, terreno d’incontro\, ponte di fratellanza. \nLocandina \n11:00\nBernardo De Luca\, Tommaso Di Dio\, Carmen Gallo\, Franca Mancinelli\n14:30\nSilvia Bre\, Claudio Damiani\, Antonia Paolini\, Daniele Piccini\n17:00\nMarco Bellini\, Alessandro Fo\, Pierluigi Lanfranchi\, Brina Maurer\, Valerio Sanzotta \n  \nPrima parte \n\n  \nSeconda parte \n\n  \nTerza parte
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SUMMARY:Letterati a confronto. Dall’Accademia Romana ai Farnese
DESCRIPTION:Letterati a confronto. Dall’Accademia Romana ai Farnese\nConvegno di studi a cura di Franco Pignatti e Francesco Lucioli \nRoma nel Rinascimento\, in collaborazione con l’Accademia dell’Arcadia. \n30.09.2026 – 01.10.2026 \nIstituto Storico Italiano per il Medio Evo\nRoma\, piazza dell’Orologio 4 \nIl convegno intende mettere a confronto letteratura in latino e letteratura in volgare a Roma tra Quattro e Cinquecento\, esplorando nello specifico il modo in cui vengono affrontati alcuni temi simili nelle due produzioni letterarie. L’obiettivo è comprendere se e in che misura si istituisce un dialogo tra letterati che compongono in latino e letterati che scrivono in volgare; come si presenta l’eventuale scambio tra di loro (intertestualità? imitazione? contaminazione? competizione? plagio?); quali forme e quali temi vengono più frequentemente ripresi e quali invece hanno una circolazione più modesta; e ancora come si comporta un medesimo autore nel passaggio da una lingua all’altra. Tra i temi presi in considerazione\, quelli più interessanti per un’analisi comparativa sono: ritratto\, paesaggio\, ekphrasis\, descrizione di monumenti e vestigia di Roma\, descriptio mulieris\, argomenti politici\, poesia pasquinesca\, teatro\, prosopopee e rappresentazioni di Roma\, richiesta di sovvenzioni\, benefici e doni\, poesia in morte\, poesia epistolare\, poesia encomiastica e celebrativa\, poesia di corrispondenza\, poesia conviviale anche a carattere comico burlesco\, riflessione teorica sulla letteratura\, editoria nelle due lingue. La Roma di primo Cinquecento rappresenta l’ambiente culturale ideale per un’analisi di tale genere: la cospicua produzione letteraria nelle due lingue\, favorita dalla Corte papale\, dalle sodalitates e accademie cittadine\, dagli scambi tra letterati provenienti dall’Italia e dall’estero\, offre un prezioso repertorio di esempi\, molti dei quali meritano ancora di essere analizzati in maniera sistematica. \nLocandina
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SUMMARY:Per l’onor della bella Alfea. L’Arcadia a Pisa
DESCRIPTION:Per l’onor della bella Alfea. L’Arcadia a Pisa\nGiornata di studi a cura di Lucrezia Arianna \nScuola Normale Superiore\, Società Storica Pisana\, Accademia dell’Arcadia\, con il patrocinio del Comune di Pisa \n2 ottobre 2026\n15:00 \nGiardino Scotto\nPisa\, Lungarno Leonardo Fibonacci 2 \nLa giornata di studi ricostruisce e valorizza l’esperienza della Colonia Alfea\, una delle più attive e durature realtà dell’Arcadia\, fondata a Pisa nel 1700. Secondo un celebre aneddoto raccontato da Carlo Goldoni\, gli Alfei si riunivano nel Giardino di palazzo Scotto (aneddoto poi immortalato da Annibale Gatti nel dipinto oggi conservato al Teatro Verdi). Tra i duecento e più poeti\, scienziati e musicisti accolti dalla Colonia\, la giornata restituisce voce anche a figure meno celebri\, come le poetesse Maria Selvaggia Borghini e Maria Luisa Cicci\, e ricorda il soggiorno pisano di Giacomo Leopardi\, Arcade con il nome di Soristo Delfico. Un percorso che intreccia produzione letteraria e vita cittadina\, dal Gioco del Ponte all’inaugurazione della statua di Galileo nel 1839\, restituendo un’immagine viva dell’Arcadia. \nIntervengono: Elisabetta Appetecchi\, Lucrezia Arianna\, Ilaria Burattini\, Maurizio Campanelli\, Daniele Musto\, Matteo Pelliti\, Arnaldo Soldani. \nL’evento si svolgerà in presenza fino a esaurimento dei posti disponibili. \nLocandina \nAlla giornata di studi si affianca una mostra visitabile dal 2 al 9 ottobre presso il Bastione Sangallo. Il percorso espositivo\, che dura all’incirca 45 minuti\, ripercorre\, con finalità divulgative e didattiche\, la storia della Colonia Alfea attraverso una selezione di manoscritti in riproduzione. La mostra è prenotabile tramite Eventbrite (https://www.sns.it/it/evento/lonor-della-bella-alfea-0). \nContatti: eventiculturali@sns.it; lucrezia.arianna@sns.it; alessio.casalini@sns.it. \nImmagine: Annibale Gatti\, Carlo Goldoni recita un sonetto nel giardino di palazzo Scotto alla presenza degli Arcadi Alfei (su concessione della Fondazione Teatro di Pisa).
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SUMMARY:Vivrà l’Arcadia (2026)
DESCRIPTION:Vivrà l’Arcadia\nCelebriamo in versi il nostro 336° compleanno\nA cura di Alessandro Fo \nPartecipano Alessandro Fo\, Caterina Irene Lazzarini\, Davide Puccini\, Gian Mario Villalta \n8 ottobre 2026\n15:00-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino 8 \nLocandina \nNella ricorrenza dell’anniversario della sua fondazione\, l’Arcadia ospita quattro poeti di diversi orientamenti stilistici e tematici\, affinché presentino e recitino componimenti che abbiano relazione con le parole e i principi chiave dell’Arcadia\, quali la pace\, il rapporto tra uomo e natura\, la libertà\, il valore della parola poetica come seme di concordia e convivenza civile. Quest’anno si è scelto di privilegiare il tema della memoria\, in particolare assegnando a ciascuno dei poeti convocati il compito di percorrere\, accanto ai propri testi\, quelli di una voce poetica italiana amata e venuta di recente a mancare. Alessandro Fo/Menalca Tasio (ultima sua raccolta Luci e eclissi\, Einaudi 2026) parlerà di Enzo Mazza (1924-2017): con altri amici ha curato i due volumi del suo Il canzoniere per Fabio e altre poesie (Betti 2022). Davide Puccini/Filologo Nettuniano – autore di varie sillogi\, fra cui\, per Lietocolle\, Madonne e donne (2007) e Parole e musica (2010)\, e poi Il fondo e l’onda \, Nomos 2016\, Animali diversi ed altri versi\, Ladolfi 2021\, Il falco e la colomba\, Interlinea 2024 – ricorderà Renzo Gherardini (1923-2011)\, le cui Poesie 1947-1999 sono state curate da Paolo Zoboli in due volumi di Le Lettere (2014 e 2018). Caterina Irene Lazzarini (Dialoghi mancati\, ilglomerulodisale 2026) si dedicherà a Anna Elisa De Gregorio (1942-2020)\, Poesie. Tutte le raccolte\, a cura di Nello Bolognini\, Affinità elettive 2022. Le cinque principali sillogi di Gian Mario Villalta – vincitore di molti prestigiosi premi\, fra i quali il Viareggio-Rèpaci nel 2011 – sono state raccolte da Garzanti nel volume del 2025 Poesie. Villalta ricorderà Pierluigi Cappello (1967-2017)\, del quale\, con Alessandro Fo e Eraldo Affinati\, ha curato nel 2018 l’integrale BUR Rizzoli Un prato in pendio. Tutte le poesie 1992-2017\, ora arricchita nella seconda edizione del 2024 Come un sentiero di matita. Poesie\, prose\, interventi. \nPrima parte \n\nSeconda parte
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SUMMARY:Petrarca tra latino e volgare
DESCRIPTION:Petrarca tra latino e volgare\nConvegno internazionale di studi a cura di Monica Berté\, Giulia Perucchi e Marco Petoletti\nAccademia dell’Arcadia\nSapienza Università di Roma – Dipartimento di Lettere e Culture moderne \n22-23 ottobre 2026 \nSapienza Università di Roma\nFacoltà di Lettere e Filosofia\nPiazzale Aldo Moro 5\nAula Odeion \nLocandina con programma e link di collegamento \nIl convegno si propone come occasione di confronto fra studiose e studiosi provenienti da istituzioni italiane e straniere\, coinvolti in ricerche originali dedicate al padre dell’Umanesimo. Nell’ambizione di far convergere varie prospettive e metodologie d’indagine\, le giornate di studio si svolgeranno nel dialogo fra filologia\, paleografia e storia della letteratura; le relazioni verteranno su tutti i principali aspetti della ricerca petrarchesca\, abbracciando armoniosamente la produzione latina e quella volgare dell’autore e analizzando i suoi percorsi di lettore\, a essa strettamente collegati. Chiuderà l’evento una tavola rotonda dedicata alle Edizioni nazionali dei classici della letteratura italiana nell’era del digitale. \nÈ previsto il collegamento da remoto con questo link Zoom:\nhttps://uniroma1.zoom.us/j/85435606131?pwd=OT7IKZ7ZOTdPjffDEKeX6HjlO6RPww.1 \nIl convegno è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Dipartimento per le attività culturali – Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali. \n22 ottobre 2026 \n15:00\nSaluti e introduzione ai lavori\nMatteo Motolese (Direttore del Dipartimento di Lettere e Culture moderne – Sapienza Università di Roma)\nMaurizio Campanelli (Custode Generale dell’Accademia dell’Arcadia)   \n15:15\nModerano Monica Berté (Sapienza Università di Roma) e Maurizio Fiorilla (Università di RomaTre)\nIñigo Ruiz Arzalluz (Vitoria-Gasteiz\, Universidad del País Vasco UPV/EHU)\, Petrarca e Livio: libri\, decadi e titoli\nPéter Ertl (Budapest\, Università Eötvös Loránd – ELTE)\, Il liberto di Cicerone e la data di composizione della Vita Terrentii\nDiscussione \n16:30 \nCoffee break    \n17:00\nTommaso Salvatore (Fondo Italiano per la Scienza)\, Percorsi periferici nella tradizione del Canzoniere\nFrancesco Galatà (Università degli studi di Messina)\, «de ipsis Triumphis vulgaribus nulla mentio». Alle origini della tradizione dei Trionfi\nFrancesca Florimbii (Università eCampus)\, Le forme dei Triumphi fra antica e nuova vulgata\nDiscussione \n23 ottobre 2026 \n9:00\nModerano Angelo Piacentini (Università Cattolica di Milano) e Laura Refe (Università Pegaso)\nGiulia Perucchi (Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara)\, Appunti sulla prosa del De remediis\nAndrea Torre (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, La ferita petrarchesca tra memoria e interpretazione\nDiscussione \n10:30 \nCoffee break    \n11:00 \nSofia Brusa (Wolfenbüttel\, Herzog August Bibliothek)\, Per Petrarca e Philippe de Cabassole: la Dispersa 26 (Varia 64)\nAnna Bellettini (Università Cattolica di Milano)\, Le postille di Petrarca a Cipriano nel codice Par. lat. 1655\nDiscussione  \n13:30 \nLight lunch \n23 ottobre 2026 \n14:30\nModerano Caterina Malta (Università degli studi di Messina) e Marco Petoletti (Università Cattolica di Milano)\nGabriele Baldassari (Università Statale di Milano)\, La canzone 119 nel libro dei Fragmenta\nMarco Cursi (Università degli studi di Napoli Federico II)\, Tra torchio e penna. Aldo Manuzio\, Pietro Bembo e le Cose volgari del 1501\nDiscussione \n16:00 \nCoffee break    \n16.30 \nTavola rotonda\nModera Emilio Russo (Sapienza Università di Roma)\nMonica Berté (Sapienza Università di Roma)\, Paola Italia (Università degli studi di Bologna)\, Marco Petoletti (Università Cattolica di Milano)\, Giulia Raboni (Università degli studi di Parma)\, Andrea Torre (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, Andrea Salvo Rossi (Università degli studi di Napoli Federico II)\, Le Edizioni Nazionali nell’era del digitale \nConclusione dei lavori \n  \nAbstracts \nIÑIGO RUIZ ARZALLUZ\nPetrarca e Livio: libri\, decadi e titoli\nL’esame dei diversi modi in cui Petrarca rimanda al testo di Livio ci rivela alcuni dei progressi che l’umanista andò compiendo nella conoscenza dell’opera del Padovano\, sia per quanto riguarda la sua denominazione sia per la disposizione dei libri (compresa l’omissione del libro 33). Dopo l’esclusione del Livio Harleiano dall’elenco dei codici con interventi autografi di Petrarca e\, al tempo stesso\, grazie all’identificazione della sua mano nel Livio Vaticano\, appare evidente la corrispondenza tra gli avanzamenti realizzati dall’umanista in questo ambito e la successione dei codici Vaticano e Parigino nella sua biblioteca. \nGABRIELE BALDASSARI\nLa canzone 119 nel libro dei Fragmenta\nIl contributo si sofferma su una delle canzoni più trascurate negli studi sul Canzoniere\, ma che con ogni evidenza rappresenta uno snodo importante nello sviluppo dell’opera\, dal momento che ‒ almeno secondo la proposta esegetica prevalente ‒ affronta un tema di grande rilievo in Petrarca come il rapporto tra Gloria e Virtù. La collocazione del testo entro due componimenti d’anniversario (118 e 122)\, la sua vicinanza al n° 121\, occupato a lungo dalla ballata Donna mi vène spesso ne la mente\, incentrata anch’essa sulla presenza di due figure femminili\, la breve distanza dal più importante testo politico del Canzoniere\, Italia mia (128)\, nel quale il poeta si rappresenta investito di una missione etica: tutti questi elementi inducono a interrogarsi sul ruolo che il testo ha nei Rerum vulgarium fragmenta\, considerando in particolare il disegno trasmesso nella forma Chigi\, ma con probabilità già delineato in forme precedenti dell’opera. \nANNA BELLETTINI\nLe postille di Petrarca a Cipriano nel codice Par. lat. 1655\nL’intervento prende in esame le postille autografe di Petrarca nel manoscritto Paris\, BnF\, lat. 1655\, codice francese del XII secolo\, giunto in possesso del poeta per vie che restano ancora da chiarire. Le postille si concentrano in particolare sulla lettera 55 di Cipriano (Ad Antonianum)\, dedicata alla complessa questione penitenziale della riammissione dei lapsi\, i cristiani apostati nelle persecuzioni\, risolta nel pensiero di Cipriano con una delicata mediazione tra misericordia e disciplina. Le note di Petrarca – databili con buona probabilità agli ultimi anni Cinquanta del Trecento – sono una dozzina e offrono una testimonianza circoscritta ma ancora inesplorata della sua lettura dell’autore africano. Cipriano non rientra infatti tra le fonti citate esplicitamente nell’opera petrarchesca: attraverso l’analisi minuta dell’insieme degli interventi sul codice\, il contributo intende ricostruire le direttrici della lettura di Petrarca\, portando alla luce nuclei d’interesse che altrimenti rimarrebbero inespressi. \nSOFIA BRUSA\nPer Petrarca e Philippe de Cabassole: la Dispersa 26 (Varia 64)\nPetrarca inviò la Disp. 26 (Var. 64) a Philippe de Cabassole il 25 aprile 1354 da Milano. Si tratta di una lunga e articolata missiva\, che\, con ampio dispiego di fonti classiche e patristiche\, offre un elogio delle qualità di Philippe e una accorata descrizione dell’incontro tra lui e Petrarca prima della partenza\, poi fallita\, di quest’ultimo alla volta dell’Italia (l’episodio\, risalente al 16 novembre 1352\, è narrato con qualche differenza anche in altre epistole). L’intervento mira a contestualizzare la lettera nel complesso dei rapporti\, non solo epistolari\, tra mittente e destinatario\, e più in generale nell’epistolario e nella biografia di Petrarca. Si intende inoltre fornire i primi risultati del lavoro filologico in vista di una sua nuova edizione. La lettera è tràdita nella cosiddetta ‘raccolta veneziana’ ed è stata finora edita soltanto sulla base delle cinquecentine. La collazione dei cinque manoscritti che la trasmettono consente di migliorare il testo in più punti\, offrendo inoltre l’occasione per una rinnovata riflessione sui rapporti tra i testimoni (manoscritti e a stampa) della raccolta. \nMARCO CURSI\nTra torchio e penna. Aldo Manuzio\, Pietro Bembo e le Cose volgari del 1501\nL’intervento si propone di ricostruire alcuni momenti della prima storia delle Cose volgari di Francesco Petrarca\, pubblicate da Aldo Manuzio nel 1501 con il fondamentale contributo di Pietro Bembo. Il confronto tra le testimonianze fornite dall’epistolario di Isabella d’Este\, Lorenzo da Pavia e dello stesso Aldo e l’analisi diretta degli esemplari superstiti consentirà di fare luce sulle dinamiche produttive dell’officina aldina. Particolare attenzione sarà dedicata alla doppia tiratura su pergamena e su carta e al ruolo delle bozze e dell’errata corrige nella revisione del testo. L’esame di alcune varianti di stato permetterà di ricostruire differenti sequenze degli interventi correttori\, rivelando la stretta interazione tra pratiche tipografiche e ricerca della perfezione testuale. \nPÉTER ERTL\nIl liberto di Cicerone e la data di composizione della Vita Terrentii\nIn un suo saggio del 1954\, Giuseppe Billanovich aveva identificato un gruppo di manoscritti del Chronicon di Eusebio di Cesarea\, tradotto in latino e continuato da san Girolamo\, che discendono dall’esemplare di Petrarca e conservano copie di un cospicuo numero di glosse a lui attribuibili. Ripubblicando l’articolo nel suo Petrarca e il primo Umanesimo del 1996\, lo studioso concludeva che Petrarca aveva ottenuto il suo codice ad Avignone\, tra il 1345 e il 1347\, da un conoscente identificabile con Ildebrandino Conti. Tale ipotesi incideva sulla datazione della Vita Terrentii\, scritta da Petrarca intorno al 1340. La presenza di Eusebio-Girolamo nella biografia del commediografo è stata infatti l’argomento principale a sostegno di una seconda redazione dell’opera\, posteriore al 1345-1347\, periodo in cui Petrarca avrebbe letto per la prima volta il Chronicon. Nel presente intervento si riesaminano gli argomenti addotti da Billanovich per la datazione delle postille petrarchesche\, con l’intento di rivalutarne la validità ai fini della ricostruzione della storia compositiva della Vita Terrentii. \nFRANCESCA FLORIMBII\nLe forme dei Triumphi fra antica e nuova vulgata \nL’indagine sulla tradizione manoscritta più antica dei Triumphi consente di interrogare il testo non soltanto nella prospettiva della sua trasmissione\, ma anche in quella della sua elaborazione. In quest’opera la pluralità delle sequenze\, la diversa collocazione di alcuni segmenti e la presenza di forme testuali ibride sembrano restituire tracce di un processo compositivo ancora aperto\, fra autorialità e ricezione. Il contributo si propone di esaminare alcuni di questi assetti\, per verificare in quale misura essi possano essere ricondotti a fasi diverse della scrittura petrarchesca oppure a interventi di ordinamento successivi alla morte dell’autore. Il problema riguarda soprattutto quelle configurazioni – ancora troppo poco studiate – che sembrano collocarsi in una zona intermedia tra redazione d’autore e sistemazione postuma\, e che proprio per questo richiedono di evitare una distinzione rigida tra varianti compositive e fenomeni di trasmissione. \nFRANCESCO GALATÀ\n«de ipsis Triumphis vulgaribus nulla mentio». Alle origini della tradizione dei Trionfi\nLa tradizione dei Trionfi ci consegna un quadro molto mosso sia sul piano delle letture che su quello del canone e della seriazione dei capitoli\, che riflette le condizioni eterogenee dei materiali elaborativi emersi dopo la morte di Petrarca. L’edizione critica di Carl Appel individuava diverse linee testuali: una in grado di restituire\, per alcuni capitoli\, una redazione anteriore non altrimenti attestata; una che trasmette un assetto più avanzato dell’intera opera; una\, sostanzialmente spuria\, frutto di un’operazione editoriale spregiudicata ma comunque interessante per la sua precocità. Muovendo da nuovi dati ricavati dagli abbozzi del Vat. lat. 3196 e dai collettori cinquecenteschi di varianti redazionali\, si proverà a delineare la fisionomia delle ‘edizioni’ postume che sembrano collocarsi a monte delle tre linee testuali e ad agganciare ciascuna alle diverse stesure d’autore di cui si ha notizia. \nGIULIA PERUCCHI\nAppunti sulla prosa del De remediis\nIl De remediis utriusque Fortune costituisce uno degli approdi più significativi della produzione matura del Petrarca latino: a differenza di altre opere rimaste incompiute\, la diffusione del trattato fu avallata dall’autore\, che nel 1366 pose fine a una lunga fatica\, durata più di dodici anni. Il lavoro di ricerca attivo sui fronti della ricostruzione delle vicende redazionali del De remediis e della costituzione del suo testo critico apre la strada a nuove possibilità di indagine relativamente ai caratteri formali della scrittura petrarchesca: il contributo si orienterà su zone di particolare sperimentazione stilistica del dialogo\, concentrandosi sull’artificiosità retorica e la ritmicità della prosa\, e sui suoi rapporti con la tradizione moralistica cristiana e le trattazioni mediolatine delle artes dictandi. \nTOMMASO SALVATORE\nPercorsi periferici nella tradizione del Canzoniere\nLa relazione intende offrire un’esemplificazione\, con alcuni affondi puntuali\, dell’indagine sulla tradizione del Canzoniere tramite l’analisi integrata degli elementi materiali\, testuali e soprattutto storici del testimoniale manoscritto. La disamina congiunta di questi aspetti\, finora non sempre adeguatamente approfonditi\, consente infatti di ricostruire alcuni percorsi dei codici\, mettendone in luce l’interessante coinvolgimento in iniziative editoriali o seguendone la circolazione attraverso copisti e possessori antichi. \nANDREA TORRE\nLa ferita petrarchesca tra memoria e interpretazione\nL’intervento intende indagare il rapporto tra esperienza memoriale\, traccia somatica e atto di scrittura\, all’interno dell’opera di Petrarca\, dove il campo metaforico del corpo ferito si configura come una mappa ermeneutica che registra il vissuto e ne sollecita la rievocazione narrativa. L’analisi si focalizzerà in particolare su due testimonianze epistolari\, la Fam. XXI\, 10 (a Neri Morando: dove la ferita causata da un pesante codice ciceroniano è còlta quale occasione di esercizio ermeneutico e autoanalisi morale) e la Disp. 46 (a Giovanni Boccaccio: dove la medesima ferita\, ormai rimarginata in cicatrice\, diventa il presupposto per una riflessione sul passaggio dall’evento traumatico alla maturazione interiore). L’indagine si estenderà infine al Secretum\, dove la dissezione ermeneutico-terapeutica dell’animo condotta da Augustinus rappresenta il metodo per superare la resistenza etica (il “callo”) di Franciscus\, e trasforma l’esperienza autobiografica e la lettura memoriter degli Antichi in una reale pratica di cura di sé e consapevolezza morale.
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SUMMARY:Non già eco\, ma voce: le poetesse dell’Arcadia tra memoria\, critica e filologia
DESCRIPTION:Non già eco\, ma voce: le poetesse dell’Arcadia tra memoria\, critica e filologia\nSeminario a cura di Tatiana Crivelli\n12 novembre 2026\n14:30-19:30 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe oscure 32 \nIl seminario si propone come un’occasione di indagine corale sul lascito delle poetesse che\, nel corso del Settecento\, trovarono nell’Accademia dell’Arcadia un luogo di espressione e di riconoscimento. Filo conduttore dell’incontro sarà la nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)\, strumento di ricerca e archivio digitale che restituisce alla memoria nomi\, vicende e testi di autrici talora dimenticate\, offrendo nuove possibilità di lettura e di contestualizzazione. Oltre a riportare l’attenzione su alcune figure autoriali scarsamente considerate\, l’incontro intende fornire spunti teorici e metodologici che sollecitino la riconsiderazione della presenza delle donne nella società arcadica\, come parte viva e necessaria della sua identità culturale. \n  \nProgramma \nIntroduzione: Tatiana Crivelli (Universität Zürich)\, Lo studio delle poetesse arcadiche: storia\, metodi\, risultati\, problemi e prospettive \n1. Autrici\nModera Tatiana Crivelli (Universität Zürich)\nAnna Negri (Università di Palermo)\, Poetesse meridionali d’Arcadia: autrici ignote o dimenticate\nCéline Powell (Paris Lodron Universität Salzburg)\, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca». Petrarca come modello e presenza ossessiva nella lirica di Francesca Roberti Franco (Egle Eugenea)\nElena Moro (Universität Zürich – Florida State University)\, Una tra le arcadi più illustri: Faustina Maratti Zappi\nDiscussione \n2. Generi\nModera Elisa Russian (Universität Zürich)\nMaria Flavia Maiorano (Università per Stranieri di Perugia)\, Odeporica in versi: componimenti di viaggio delle poetesse arcadi\nFranca Caspani (Pädagogische Hochschule Graubünden\, Chur)\, Nell’agone della poesia estemporanea: il caso di Teresa Bandettini\nElisa Russian (Universität Zürich)\, La nuova versione della banca dati Donne in Arcadia 1690-1800\nDiscussione coordinata da Carlo Caruso (Università di Siena) \n  \nAbstract \nTatiana Crivelli (Universität Zürich)\, Lo studio delle poetesse arcadiche: storia\, metodi\, risultati\, problemi e prospettive\nL’intervento introduttivo ricostruisce la genesi e gli sviluppi del progetto Donne in Arcadia (1690-1800)\, nato da ricerche avviate nei primi anni Duemila e approdate alla realizzazione di una banca dati dedicata alle poetesse arcadiche\, e offre un bilancio degli studi sulla presenza femminile nell’Accademia. Il percorso compiuto mostra come il censimento e la sistematizzazione di dati biografici\, testuali e relazionali abbiano favorito revisioni del canone e indagini sulle reti intellettuali\, sulle pratiche poetiche e sulle forme della sociabilità arcadica. Le recenti acquisizioni critiche sono alla base dell’aggiornamento della banca dati\, che trova in questo seminario una prima occasione di presentazione e discussione e che\, con significativi ampliamenti dei dati e delle modalità di interrogazione\, si propone ancora una volta di aprire nuove prospettive di ricerca. \nAnna Negri (Università di Palermo)\, Poetesse meridionali d’Arcadia: autrici ignote o dimenticate\nNonostante il recupero degli ultimi decenni di autrici e reti intellettuali femminili in seno all’Arcadia\, la produzione delle poetesse meridionali arcadiche è rimasta ai margini della ricerca\, probabilmente a causa del difficile reperimento di testimonianze manoscritte – e talvolta a stampa – e sulla scorta\, forse\, di un pregiudizio perdurante che guida la narrazione di un Sud considerato retrivo rispetto a sviluppi e dibattiti nei quali era invece perfettamente inserito. Il progetto di ricerca Per un’edizione commentata delle rime dimenticate: poetesse meridionali d’Arcadia\, avviato nel 2022 e giunto a conclusione\, ha previsto la selezione di venti autrici\, più o meno prolifiche\, più o meno celebri\, studiate nella propria individualità autoriale ma soprattutto all’interno di un’ampia rete che restituisce l’importanza e la risonanza delle operazioni culturali avviate dall’Accademia – alle quali contribuiscono\, soprattutto nel Meridione\, quelle messe in atto da alcune accademie locali ispirate ai principi arcadici o di stampo pastorale. Riallacciando la storia politica\, sociale\, culturale e letteraria di alcune città siciliane e di Napoli e inserendovi le esperienze e i contributi delle intellettuali\, si è costruito un regesto contenente le informazioni biobibliografiche per rimettere in circolazione testi di autrici dimenticate ma virtuose e apprezzate negli anni della loro attività – Aurora Sanseverino Gaetani\, tra le più rinomate\, Isabella Mastrilli\, Anna Maria Li Guastelli\, fino a Petronilla De Sio dell’Arcadia Reale –\, di alcune delle quali si darà conto nell’occasione della giornata di studi\, tenendo insieme l’aspetto localistico e il quadro nazionale e sovranazionale. \nCéline Powell (Paris Lodron Universität Salzburg)\, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca». Petrarca come modello e presenza ossessiva nella lirica di Francesca Roberti Franco (Egle Eugenea)\nQuesta comunicazione propone di (ri)scoprire l’opera lirica della poetessa Francesca Roberti Franco\, in arcadia Egle Eugenea\, figura oggi pressoché dimenticata del panorama settecentesco. Come ella stessa dichiarava in una lettera del 1778\, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca»: una confessione che assume valore programmatico e che consente di leggere l’intera sua produzione alla luce del rapporto con il modello petrarchesco. L’indagine segue le tracce di Petrarca lungo tutto l’arco dell’attività della Roberti Franco: dai poemi giovanili fino alle traduzioni poetiche\, vero e proprio laboratorio di confronto con il modello. Nei componimenti originali\, poetici e in prosa\, Petrarca riemerge come cifra stilistica e come orizzonte tematico: la penna della Roberti Franco si muove così tra imitazione e rivendicazione di una voce femminile dentro una tradizione maschile. \nElena Moro (Universität Zürich – Florida State University)\, Una tra le arcadi più illustri: Faustina Maratti Zappi\nFaustina Maratti Zappi è sicuramente una tra le poetesse più celebri dell’Accademia dell’Arcadia e una delle poche ad aver ottenuto un grande riconoscimento critico\, non solo tra i contemporanei\, ma anche lungo i secoli. Tuttavia\, numerosi aspetti della produzione di questa autrice meritano di essere ulteriormente indagati\, e tra questi figura la questione dell’autobiografismo all’interno dei suoi versi. La critica ha spesso rilevato la presenza di elementi autobiografici nel “canzoniere” di Maratti\, interpretandoli però come un mero riflesso di vicende personali\, svalutandone così la portata letteraria. L’intervento propone allora di rileggere la dimensione autobiografica delle poesie di Maratti e di considerare l’autorappresentazione di sé come parte di una strategia consapevole che miri alla costruzione di un proprio autoritratto da consegnare ai contemporanei e alla posterità. Nella costruzione del proprio io poetico Maratti esprime un’acuta consapevolezza del suo posizionamento di genere: oltre a iscriversi nei testi come madre\, figlia\, moglie-amante\, Maratti si autorappresenta come scrittrice\, elaborando un significativo gioco prospettico che apre a riflessioni sull’autorialità femminile. \nMaria Flavia Maiorano (Università per stranieri di Perugia)\, Odeporica in versi: componimenti di viaggio delle poetesse arcadi \nA partire dalla seconda metà del Settecento\, numerose donne ascritte all’Arcadia affidano alla poesia il racconto di viaggi realmente compiuti\, introducendo una significativa innovazione nella letteratura odeporica\, espressa prevalentemente in prosa e dominata da modelli maschili. Il presente intervento si propone di indagare questa peculiare forma di scrittura di viaggio\, mettendone in luce i nuclei tematici ricorrenti e le principali strategie retorico-formali\, con particolare riguardo alla produzione di Paolina Secco Suardo Grismondi (Lesbia Cidonia). Per le arcadi\, la scelta di fare dell’esperienza di viaggio materia poetica costituisce non soltanto un’espressione di autonomia creativa all’interno di un contesto accademico fortemente codificato\, ma anche un tentativo di ridefinire la presenza autoriale femminile attraverso la rielaborazione letteraria di una pratica – quella itinerante – che a quell’altezza cronologica restava ancora appannaggio quasi esclusivo degli uomini. \nFranca Caspani Menghini (Pädagogische Hochschule Graubünden\, Chur)\, Nell’agone della poesia estemporanea: il caso di Teresa Bandettini\n«Moderna Saffo» (Parini)\, «donna\, il cui carme gli animi soggioga» (Alfieri)\, «donna de’ repenti carmi / omai secura de la palma prima» (Angelo Mazza): così veniva celebrata\, sul finire del Settecento\, Teresa Bandettini\, considerata da molti al pari dei suoi contemporanei di sesso maschile. Saverio Bettinelli giunse a scriverle: «siete uomo\, e non avete bisogno del sesso vostro». Oggi il nome di Bandettini è assente dalle antologie e dalle raccolte poetiche e richiedono spiegazioni tanto la sua figura quanto il fenomeno che la rese celebre: la poesia estemporanea. Per ben tredici anni\, dal 1790 al 1803\, Teresa Bandettini\, in Arcadia Amarilli Etrusca\, scese nell’agone dell’improvvisazione poetica\, esibendosi nelle principali accademie italiane e nei salotti letterari. Molte mani si adoperarono per trascriverne i versi\, prima fra tutte quella del concittadino Tommaso Trenta. A lui si deve un’ampia raccolta di componimenti della poetessa lucchese\, corredata di preziose annotazioni: creduta persa e ritrovata nel 2003\, essa ha consentito di ricostruire il metodo di improvvisazione bandettiniano. Come poteva Bandettini produrre in tempi brevissimi dei versi estemporanei coerenti dal punto di vista contenutistico e rispettosi delle regole metriche e rimiche? L’improvvisazione era frutto di un ingegno fuori dal comune o dovuto a un’accurata fase preparatoria? A queste e altre domande risponderà l’intervento di Franca Caspani. \nElisa Russian (Universität Zürich)\, La nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)\nL’intervento si propone di presentare le principali caratteristiche della nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)\, realizzata nei primi anni Duemila e attualmente oggetto di una revisione complessiva. Saranno illustrati i criteri che hanno orientato il ripensamento della struttura e dei contenuti del sito\, nonché le nuove possibilità di ricerca che ne derivano. Particolare attenzione sarà riservata alla dimensione relazionale della banca dati\, volta a mettere in luce le reti intellettuali\, culturali e sociali alle quali le Arcadi presero parte. \n 
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DESCRIPTION:Nuova lettura dei Canti di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nIII seminario\, a cura di Andrea Campana\, Paola Italia \nAccademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna\nvia Zamboni 31 \n18 novembre 2026\n9:30-19:30 \nMargherita Centenari\, VII. Alla primavera o Delle favole antiche\nRaoul Bruni\, XI. Il passero solitario\nSimone Albonico\, XXVI. Il pensiero dominante\nValerio Camarotto\, XXXIII. Il tramonto della luna\nGiovanna Cordibella\, XL. Dal greco di Simonide\nMarco Dondero\, I nuovi credenti \nLocandina\nProgramma generale
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DESCRIPTION:Ariosto e la scuola\nConvegno di studi e formazione per docenti delle scuole secondarie\n20.11.2026 \nAosta\, Sala Maria Ida Viglino del Palazzo regionale\ne su piattaforma Zoom \nLocandina \nIl 20 novembre si svolgerà\, ad Aosta e su piattaforma Zoom\, il convegno di studi e formazione dedicato ad Ariosto e la scuola\, con il quale si intende favorire un collegamento tra mondo della scuola e ricerca universitaria\, e accompagnare i docenti nel loro quotidiano esercizio di mediazione dei classici: un impegno sempre più sfidante\, che può essere supportato dalle recenti acquisizioni in campo linguistico e filologico\, ma anche dai nuovi strumenti digitali che saranno presentati in occasione del convegno. L’iniziativa si rivolge in particolar modo alle e ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado\, ma è aperta a tutte le persone interessate\, che potranno seguirla in presenza ad Aosta\, presso la Sala Maria Ida Viglino del Palazzo regionale\, oppure su piattaforma Zoom. \nPer partecipare in presenza è necessario inviare una mail all’indirizzo scuole@sapegno.it. \nPer ricevere il link alla piattaforma Zoom è necessario invece registrarsi compilando il form disponibile alla pagina https://www.sapegno.it/iniziative/convegno-ariosto-e-la-scuola/. I partecipanti online che desiderino ricevere un’attestazione del loro collegamento sono invitati a farne richiesta\, prima del convegno\, inviando una mail all’indirizzo scuole@sapegno.it con oggetto “Richiesta attestato Ariosto”. \nSi ricorda che le e i docenti valdostani devono iscriversi esclusivamente attraverso la piattaforma SISTAF. \nL’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Natalino Sapegno in collaborazione con il Dipartimento Sovraintendenza agli Studi della Regione autonoma Valle d’Aosta  e con il patrocinio di Sapienza Università di Roma\, Aix Marseille Université\, Accademia dell’Arcadia\, Centre Aixois d’Etudes Romanes\, Associazione degli Italianisti e Associazione degli Italianisti – Sezione Didattica\, Chaire Senghor de la Francophonie.
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