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SUMMARY:Conferenza di Cristina Savettieri
DESCRIPTION:Conferenza di Cristina Savettieri\nLa Storia\, romanzo politico.\n13 febbraio 2025\nRoma\, Fondazione Camillo Caetani\, ore 17.30 \nLocandina \nLa Storia. Romanzo di Elsa Morante ha avuto\, a metà degli anni Settanta\, una ricezione scissa tra feroci detrattori e sostenitori entusiasti. Al centro della discussione era la vocazione politica del romanzo\, messa sotto scrutinio sul piano propriamente ideologico. In che modo si può impostare una lettura della Storia in chiave politica oggi? La conferenza affronterà la questione su tre livelli: a partire dalla ricostruzione di una rete di connessioni con altri romanzi politici della metà degli anni Settanta; attraverso una riconsiderazione della funzione della voce autoriale nel testo; infine\, sullo sfondo della critica contemporanea del paradigma vittimario. \n 
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SUMMARY:Sonia Bergamasco dialoga con Floriana Conte
DESCRIPTION:Leggere e guardare per creare.\nSonia Bergamasco dialoga con Floriana Conte\n16 febbraio 2025\nRoma\, Biblioteca Angelica\, ore 11.00 \nLocandina \n«Da ragazza sono stata una frequentatrice assidua di mostre di scultura e di pittura. Mi nutrivo di forme\, gesti e colori. Mi sentivo ispirata da quest’arte silenziosa. E mi compiacevo nel fare di me quasi una creatura letteraria (una delle giovani descritte dal poeta Rainer Maria Rilke nel romanzo I quaderni di Malte Laurids Brigge). Mi vedevo scorrere nelle sale\, alla ricerca di qualcosa che non sapevo nominare (all’epoca\, non avevo ancora cominciato il lavoro di attrice\, ma in me già lavorava qualcosa).\n«Ho sempre amato la lettura\, quella silente con cui sono cresciuta\, e quella a voce che appartiene al mio lavoro d’attrice. Nell’una e nell’altra percepisco la stessa carica erotica. La stessa potenza creativa». \nCosì Sonia Bergamasco presenta sé stessa fin dagli anni della formazione. Dai libri e dalla storia dell’arte ha tratto nutrimento per la sua crescita continua come artista. Bergamasco dialogherà con Cleorinda Aracinzia (Floriana Conte)\, alternando memorie a letture da libri classici che fanno parte del suo canone personale. \nSonia Bergamasco è nata a Milano\, dove si è diplomata in pianoforte e ha studiato recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro. Da attrice\, regista\, pianista\, scrittrice\, ha esperienze professionali che vanno dal teatro\, al cinema\, alla televisione\, alla radio e agli audiolibri\, dalla regia alla sceneggiatura (la biografia dettagliata è sul sito personale dell’artista: https://soniabergamasco.it/). Ha pubblicato Una forza creante. Prefazione a Giovanni Testori\, In exitu (Feltrinelli 2020)\, Il quaderno (La Nave di Teseo 2022) e Un corpo per tutti. Biografia del mestiere di attrice (Einaudi 2023). Il suo primo film da regista\, Duse. The Greatest\, sarà nei cinema dal 3 febbraio. La sua prossima interpretazione teatrale sarà Elettra di Sofocle con la regia di Roberto Andò al Teatro Greco di Siracusa dal 9 maggio 2025. \n© Alberto Terrile \n 
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SUMMARY:Conferenza di Andrea Mazzucchi
DESCRIPTION:Conferenza di Andrea Mazzucchi\n«Porta in cielo il mio calmo respiro»: per un Dante historiato del XXI secolo\n6 marzo 2025\nRoma\, Fondazione Camillo Caetani\, ore 17.30 \nLocandina \nL’intervento presenta un interessante ciclo illustrativo dedicato alla Commedia e realizzato nel 2021 da due talentuosi artisti napoletani. Contaminando miniature medievali\, stilemi dell’arte contemporanea e un’orientata lettura novecentesca del testo\, questa nuova traduzione iconografica del poema rivela la persistente forza dell’immaginario dantesco nel presente\, anche quando si rende necessario una radicale riscrittura del suo senso originario.
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SUMMARY:Ascoltando le "Rime degli Arcadi" – IV edizione
DESCRIPTION:Ascoltando le Rime degli Arcadi – IV edizione\nSeminario di studi a cura di Massimiliano Malavasi \n21 marzo 2025\n15:00-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, Piazza di Sant’Agostino 8 \nLocandina \nIl 21 marzo 2025\, in occasione della Giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco\, l’Accademia dell’Arcadia e tutti gli amanti della poesia si sono riuniti per la IV edizione del seminario “Ascoltando le «Rime degli Arcadi»”. Nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica gli studiosi Alessandra Di Ricco\, Stefano Crescenzi\, Elisabetta Appetecchi e Massimiliano Malavasi hanno illustrato alcuni percorsi tematici attraverso le raccolte delle rime delle pastorelle e dei pastori d’Arcadia\, tra le letture dei versi recitate da Elena Ferrantini e da Marcello Ravesi e gli intermezzi musicali della maestra Violetta Saracino. \n  \n\n 
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DESCRIPTION:Conferenza di Simona Morando\nMarco Martinelli\, Bernini e la frontiera dell’arte. Contraffazioni e fedeltà al teatro del Seicento\n10 aprile 2025\n17:30-19:00\nRoma\, Biblioteca Angelica \nLocandina \nCon Lettere a Bernini\, l’ultimo spettacolo di Marco Martinelli del Teatro delle Albe\, di cui è uscito anche il testo drammatico presso Einaudi alla fine del 2024\, si pone allo spettatore e al lettore la centrale riflessione sul ruolo dell’arte dinanzi al potere. Chi poteva meglio incarnare la questione di Gian Lorenzo Bernini\, l’architetto dei papi e lo scultore del ritratto di Luigi XIV\, ma anche il drammaturgo di un’eccezionale stagione romana? La costruzione del testo di Martinelli\, mentre guarda al complicato presente che abitiamo\, ci offre l’opportunità di ritornare alle prerogative del teatro del Seicento\, su cui è opportuno riavviare una stagione di studi\, e alla costruzione del personaggio dell’artista\, tra fonti vere e palesi contraffazioni. \n 
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SUMMARY:Due regine d’eccezione a Roma: Cristina di Svezia e Maria Casimira Sobieska
DESCRIPTION:Due regine d’eccezione a Roma: Cristina di Svezia e Maria Casimira Sobieska\nConvegno scientifico internazionale \nAccademia Polacca delle Scienze di Roma\nRoma\, vicolo Doria 2\, interno 6 \n28 aprile 2025\n9:00-17:45 \nProgramma \nL’incontro si concentrerà su due notevoli figure femminili che hanno svolto un ruolo significativo nella vita culturale\, religiosa e sociale di Roma: Cristina Vasa\, regina di Svezia\, e Maria Casimira Sobieska\, regina di Polonia e vedova di Giovanni III Sobieski. \nRicercatori provenienti da Polonia\, Italia e Svezia affronteranno vari argomenti relativi al soggiorno romano delle due regine: il cerimoniale della corte papale\, il mecenatismo artistico\, il teatro e la musica\, le questioni politiche e il contesto internazionale\, le problematiche legate ai viaggi a Roma in epoca barocca. \nIl convegno si concluderà con un concerto musicale.
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SUMMARY:Lingua e letteratura cortigiana nel primo Cinquecento
DESCRIPTION:Lingua e letteratura cortigiana nel primo Cinquecento\nSeminario di studi a cura di Pietro Petteruti Pellegrino e Roberto Vetrugno \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \n8 maggio 2025\n15:30-19:00 \nIntroduzione di Pietro Petteruti Pellegrino\nElisa Curti\, Angelo Poliziano e la poesia cortigiana. Sulla (s)fortuna di un modello\nSimone Albonico\, Competenze metriche dei poeti lirici tra Quattro e Cinquecento\nIntervallo\nRoberto Vetrugno\, La lingua della prima redazione del Cortegiano\nClaudio Giovanardi\, La lingua delle commedie di Francesco Belo\, autore romano del Cinquecento\nDiscussione coordinata da Emilio Russo \nLocandina \nInserito nell’ambito del progetto Rinascimenti\, coordinato da Emilio Russo e Pietro Petteruti Pellegrino\, l’incontro si propone di ridiscutere le categorie di lingua e letteratura cortigiana dopo gli studi degli ultimi decenni. Sul fronte letterario l’intento è di far emergere con maggiore chiarezza la necessità di riconoscere l’importanza della letteratura cortigiana oltre il Quattrocento\, e anzi la sua centralità nei primi tre decenni del Cinquecento: infatti\, tutta la produzione letteraria dalla metà del Quattrocento fino alla pubblicazione delle Prose bembiane può essere definita “cortigiana”\, perché nasce e si diffonde nel mondo delle corti. Sul fronte linguistico si intende evidenziare la rilevanza della lingua cortigiana nelle peripezie dell’italiano\, riconosciuta negli ultimi anni grazie allo studio e all’edizione sia di testi “cortigiani” in prosa e in versi\, sia di carteggi che mettevano in comunicazione corti e cortigiani (e donne di palazzo). \nElisa Curti\, Angelo Poliziano e la poesia cortigiana. Sulla (s)fortuna di un modello\nL’intervento si propone di riflettere sull’applicabilità della categoria di “rimeria cortigiana” all’esperienza poetica per molti aspetti eccezionale di Angelo Poliziano. Sviluppatasi in un ambiente\, quale quello mediceo\, che del suo non essere corte fa un tema identitario\, in senso politico e culturale\, la poesia volgare di Poliziano sarà poi ripresa\, in forme più o meno esplicite\, da una parte della tradizione di marca cortigiana di poco successiva\, in particolare nella fortunata\, seppur effimera\, stagione dell’ottava lirico-descrittiva (le varie stanze/selve a tema per lo più amoroso). Concentrandosi su questo specifico caso di fortuna (o forse sfortuna) si intende misurare la tenuta di un’etichetta tanto efficace quanto problematica. \nSimone Albonico\, Competenze metriche dei poeti lirici tra Quattro e Cinquecento\nA partire da alcune osservazioni retrospettive di Trissino nella Quinta divisione della Poetica\, nel mio intervento proporrò una prima riflessione sui metri utilizzati da Sannazaro e Bembo\, e sulla consapevolezza e intenzionalità delle scelte metriche tra Quattro e Cinquecento. \nRoberto Vetrugno\, La lingua della prima redazione del Cortegiano\nMaurizio Vitale nel saggio Lingua padana e koinè cortigiana nella prima edizione dell’Orlando furioso ha descritto gli aspetti linguistici della prima edizione del poema ariostesco e della produzione\, perlopiù in versi\, di autori attivi tra la fine del Quattrocento e primi anni del Cinquecento\, riconoscendo in esse una lingua comune\, di matrice padana\, diffusa nelle corti. Per la prosa letteraria\, l’esempio più significativo è la prima redazione del Cortegiano di Baldassarre Castiglione (testimoniata dal testo base del ms. Vat. Lat. 8205)\, allestita tra il 1513 e il 1516\, in un contesto editoriale e linguistico privo di riferimenti normativi. Nel manoscritto si possono notare tracce di un tentativo\, appena abbozzato\, di uniformare il testo\, forse in vista di un possibile esito editoriale\, che si realizzò solo molti anni dopo. Si tratta della prima revisione linguistica del Cortegiano e da essa si evince la difficoltà di rendere univoca una lingua plurale\, latineggiante e non municipale\, commune e ampiamente utilizzata e documentata nei carteggi; ma non esclusivamente letteraria e quindi non adatta alle esigenze normative dei tipografi. A partire dagli anni Venti fu infatti “estromessa” dai libri\, permanendo\, ancora per lungo tempo\, nelle scritture private. \nClaudio Giovanardi\, La lingua delle commedie di Francesco Belo\, autore romano del Cinquecento\nFrancesco Belo è un commediografo romano del primo Cinquecento\, autore di due commedie intitolate Il pedante e El beco. Attraverso l’analisi di queste due opere si cercherà di stabilire i connotati linguistici della lingua cortigiana romana\, come varietà eminentemente parlata alla corte di Roma nel Cinquecento\, ma utilizzata anche in contesti scritti\, non solo documentari\, ma anche letterari: è il caso del teatro rinascimentale di ambientazione romana\, e successivamente anche della commedia ridicolosa romana. \n  \n\n 
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DESCRIPTION:Classici e prigionia\nCultura come ‘salvezza’ nell’esperienza estrema della detenzione\nA cura di Alessandro Fo\nLetture di Arianna Ninchi \nRoma\, Teatro Tordinona\, via degli Acquasparta 16 \n24 maggio 2025\nore 21:00 \nLocandina \nNell’anniversario della rogazione delle Leges Arcadum\, l’incontro intende sensibilizzare alla difficile situazione della popolazione detenuta percorrendo testimonianze letterarie\, in versi e in prosa\, legate a quel mondo. I testi scelti e commentati da Alessandro Fo\, e da lui letti in collaborazione con l’attrice Arianna Ninchi\, spaziano su universi concentrazionari e detentivi del passato e di oggi\, italiani e no\, e sono in particolare attenti a sottolineare quanto la coltivazione dell’interiorità\, soprattutto mediante la frequentazione di grandi capolavori letterari del passato\, svolga\, nelle situazioni di reclusione\, un ruolo di rilievo quanto alle possibilità di tollerarla e di orientarla in una qualche direzione appagante che\, almeno in parte\, conferisca un senso alle drammatiche condizioni di restrizione. \n 
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DESCRIPTION:Seminario di filologia Silvia Rizzo – II edizione\n5-6 giugno 2025\nRoma\, Fondazione Camillo Caetani \nLocandina \nGiovedì 5 e venerdì 6 giugno 2025 avrà luogo la seconda edizione del Seminario di filologia Silvia Rizzo\, in Arcadia Ersilla Ateneia\, già membro del Savio Collegio\, della quale la nostra Accademia conserva dal 2023\, per gentile concessione degli eredi\, le carte di lavoro e il fondo dei libri antichi. Le relatrici e i relatori sottoporranno a discussione collettiva questioni ecdotiche o esegetiche riguardanti testi della letteratura italiana\, nelle sue varie lingue e tipologie\, composti fra il primo Trecento e il tardo Cinquecento. \n5 giugno 2025 – ore 15:30 – 19:30  \nAntonio Iurilli (Università di Palermo)\, Un rovello lessicale nell’opera volgare di Antonio Galateo\nDenise Brazzale (Université de Fribourg)\, Dialogare con le fonti: Vespasiano da Bisticci e i classici (1422-c.1498)\nGaia Dolfi (Università di Chieti-Pescara)\, Tra Lucca e Parigi: i libri volgari di Ludovico di Neri Buonvisi\nElisa Tinelli (Università di Bari)\, Sulla fortuna di Erasmo in Italia: il Ragionamento tra un cavaliere errante et un uomo solitario di Ortensio Lando (1552) \n6 giugno 2025 – ore 9:30 – 13:30  \nSilvia Finazzi (Università di Roma Tre)\, Le postille di Boccaccio alle Antiquitates Iudaicae di Giuseppe Flavio nel ms. Firenze\, BML\, Plut. 66.1\nGianluca Fùrnari (Università di Firenze)\, Dal latino al volgare\, dal volgare al latino: traduzione e autotraduzione nella poesia veneta del primo Rinascimento\nLaura Costanza (Università Pisa SNS)\, Appunti per l’edizione delle postille di Torquato Tasso agli Opera omnia di Platone (BAV\, Stamp. Barb. Cr. Tass. 46)\nRosario Lancellotti (Università Pisa SNS)\, Nuovi testimoni manoscritti delle Rime di Torquato Tasso \n  \n\n 
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SUMMARY:La poesia d’occasione tra Cinquecento e Ottocento
DESCRIPTION:La poesia d’occasione tra Cinquecento e Ottocento\nProblemi\, forme e tradizione dei testi\nA cura di Amelia Juri\, Alessandro Pecoraro\, Accademia dell’Arcadia \nUniversité de Lausanne\, 10-12 giugno 2025 \nObiettivo dell’incontro è avviare un dialogo su un settore della tradizione poetica italiana che\, per quanto cospicuo e rilevante\, spesso viene trascurato dagli studi\, limitando la comprensione storica non solo del fenomeno in sé e delle sue realizzazioni concrete\, assai diversificate\, ma anche della produzione letteraria a cui oggi si attribuisce un valore canonico. L’arco cronologico preso in considerazione si estende dal primo Cinquecento – momento di transizione tra la poesia cortigiana quattrocentesca e nuove forme poetiche – all’Ottocento\, indicativamente fino a Carducci\, quando la crisi che investe il discorso letterario sembra alterare in profondità anche le caratteristiche della scrittura occasionale. \nProgramma
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SUMMARY:Roma medievale nel Settecento: riflessione\, collezionismo e ricezione
DESCRIPTION:Roma medievale nel Settecento: riflessione\, collezionismo e ricezione\nConvegno internazionale di studi a cura di Claudia Bolgia\, Manuela Gianandrea e Chiara Piva \nRoma\, Fondazione Camillo Caetani\n24-26 giugno 2025 \nLocandina \nIl convegno intende proporre nuove riflessioni sul lento avvicinamento della storiografia europea del XVIII secolo all’arte dell’età di mezzo. Il passaggio da un interesse di tipo confessionale ad uno più storico e laico è già stato ampiamente indagato per quanto riguarda la letteratura e gli studi storici in senso ampio\, mentre per la storia dell’arte restano diversi segmenti ancora da approfondire\, in particolare per ciò che riguarda la città di Roma. In questo processo di avvicinamento e progressiva comprensione dell’arte medievale\, infatti\, la capitale pontificia giocò un ruolo importante\, che tuttavia fino ad oggi è rimasto in ombra\, a favore degli studi sulla riscoperta del patrimonio antico. Concentrandosi su Roma il convegno intende mettere a fuoco i legami tra il dibattito storiografico\, lo studio\, il restauro\, il collezionismo e la riproduzione dei monumenti e delle opere d’arte medievali della città. \n24 giugno 2025 – ore 14.30 \nRiflettere sul Medioevo \nModera Orietta Rossi Pinelli (Sapienza Università di Roma)\nIngo Herklotz (Philipps-Universität Marburg)\, L’antico non fa più paura. Aspetti di continuità nella storiografia artistica del Settecento\nSusanne Adina Meyer (Università degli Studi di Macerata)\, Il Medioevo nella storiografia artistica del Settecento: cronologie e definizioni\nMario Bevilacqua (Sapienza Università di Roma)\, Piranesi e la decadenza del buon gusto dell’architettura \n24 giugno 2025 – ore 17:00 \nMusealizzare il Tardoantico e il Medioevo \nModera Vinni Lucherini (Università degli Studi di Napoli Federico II)\nBrigitte Sölch (Universität Heidelberg)\, Material Culture in Experience and Practice: Francesco Bianchini Reconsidered\nManuela Gianandrea (Sapienza Università di Roma)\, Chiara Piva (Sapienza Università di Roma)\, Restaurare per il Museo: interventi settecenteschi sui marmi tardoantichi in Vaticano \n25 giugno 2025 – ore 9:00  \nRipensare le basiliche medievali \nModera Serena Romano (Université de Lausanne)\nClaudio Varagnoli (Sapienza Università di Roma)\, Ecclesiologia e decoro nei restauri settecenteschi a Roma\nClaudia Bolgia (Università degli Studi di Udine)\, Eleonora Tosti (Sapienza Università di Roma)\, Le chiese medievali di Roma nella letteratura topografica dei primi decenni del Settecento \n25 giugno 2025 – ore 11:00 \nConoscere Roma medievale \nModera Stefano Pierguidi (Sapienza Università di Roma)\nSara Concilio (Università degli Studi di Napoli Parthenope)\, «Meschiate di sagro e profano». Interpretare le catacombe romane nel Settecento\nSilvia Tita (Michigan State University)\, The Material Aura of Medieval Fragments in Settecento Rome\nAlessio Ciannarella (Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institut für Kunstgeschichte)\, Tra Roma antica e Roma moderna: il Medioevo nel “Libro” della pianta di Giovan Battista Nolli \n25 giugno 2025 – ore 14:30  \nVisitare Roma medievale \nModera Simonetta Prosperi Valenti Rodinò (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)\nCarla Mazzarelli (Università della Svizzera Italiana\, Lugano/Mendrisio)\, Carlo Castone Della Torre Rezzonico a Roma tra gli anni Settanta e Ottanta del XVIII secolo: itinerari medievali tra esperienze di visita e critica d’arte\nXavier Barral i Altet (Institut National d’Histoire de l’Art\, Paris)\, La Roma medievale dei viaggiatori francesi del Settecento\nDamiano Delle Fave (Ministero della Cultura\, Istituto Villa Adriana e Villa d’Este)\, La percezione dell’arte e dell’architettura medievali nelle guide di Roma del Settecento \n25 giugno 2025 – ore 17:00  \nCollezionare il Medioevo \nModera Marco Guardo (Direzione della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana)\nSimona Moretti (Università IULM)\, Il Medioevo nella collezione antiquaria del marchese Alessandro Gregorio Capponi (1683-1746)\nGinevra Odone (Society for the History of Collecting)\, Il collezionismo di “primitivi” italiani a Roma nella seconda metà del XVIII secolo: il caso di Agostino Mariotti\nFrancesca Manzari (Sapienza Università di Roma)\, Il collezionismo della miniatura a Roma nel Settecento \n26 giugno 2025 – ore 9:00 \nCopiare il Medioevo \nModera Antonio Iacobini (Sapienza Università di Roma)\nCinzia Sicca (Università degli Studi di Pisa)\, Dall’Esquilino al Celio: John Talman (1677-1726) nelle basiliche paleocristiane di Roma\nAdriano Aymonino (University of Buckingham)\, Andrea Paribeni (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)\, «Pavimenti Antichi di Mosaico»: gli acquarelli cosmateschi di Giuseppe Lucchesi tra opus sectile e medievalismo\, 1725-1745 ca. \n26 giugno 2025 – ore 11:00  \nDiscutere e illustrare Roma medievale \nModera Maurizio Campanelli (Accademia dell’Arcadia – Sapienza Università di Roma)\nFabrizio Federici (Università degli Studi di Firenze)\, Settecento erudito e Medioevo artistico: le «chiese e memorie sepolcrali» di Francesco Valesio\nLucia Travaini (Università degli Studi di Milano Statale)\, Il papa\, l’imperatore e – forse – un rebus: il Settecento indaga le prime monete della zecca di Roma\nIlaria Miarelli Mariani (Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali-Direzione Musei Civici)\, La riscoperta neoclassica del Medioevo. Seroux d’Agincourt a Roma
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SUMMARY:Incontro al Bosco Parrasio con Alberto Bertoni
DESCRIPTION:Alberto Bertoni\nPoesie per una vita\nIn dialogo con Massimiliano Tortora \n2 luglio 2025\, ore 17.30\nRoma\, Bosco Parrasio \nLocandina \n\n* L’ingresso è consentito esclusivamente dal cancello monumentale (salita del Bosco Parrasio 8) dalle 16:30 alle 17:30 *
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SUMMARY:Per l’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto
DESCRIPTION:CONVEGNO DI STUDI\nPer l’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto\nSituazione filologica e prospettive critiche\n22-23 settembre 2025 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nLocandina \nIn corrispondenza dell’avvio dell’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto\, il convegno intende promuovere una riflessione sullo stato degli studi filologici ariosteschi: è prevista dunque la partecipazione di alcuni dei maggiori specialisti\, impegnati sia nella proposta di relazioni dedicate alle singole opere\, sia in un confronto ampio nei momenti riservati alla discussione. Il seminario rientra tra le attività dell’Unità di ricerca della Sapienza Università di Roma nell’ambito dello Spoke 3\, PE/5 CHANGES (Digital philology): le registrazioni verranno rese disponibili sul sito dell’Accademia dell’Arcadia e sul portale monografico www.ludovicoariosto.org. \n22 settembre 2025\n14:00-16:30\nSaluti istituzionali di Maurizio Campanelli\nPresiede Gianluca Genovese\nEmilio Russo\, Introduzione\nMarco Dorigatti\, Cosa insegna la filologia ariostesca?\nPausa caffè\n16:30-18:30\nPresiede Maria Cristina Figorilli\nFrancesco Lucioli\, Una nuova edizione delle commedie di Ariosto: osservazioni preliminari sulla Cassaria in prosa\nChiara De Cesare\, Nuove prospettive sulla corrispondenza ariostesca: l’edizione critica delle lettere\nDiscussione con la partecipazione di Giuseppe Crimi\, Martina Dal Cengio\, Raffaele Ruggiero \n23 settembre 2025\n9:30-11:00\nPresiede Giorgio Forni\nSimone Albonico\, Le Satire da qui alla nuova edizione\nNicole Volta\, Varianti d’autore nelle rime di Ariosto: una questione aperta\nPausa caffè\n11:00-13:00\nPresiede Alberto Casadei\nIrene Torregrossa\, L’Orlando furioso del 1521: ricerche per una nuova edizione\nValentina Gritti\, Preliminari a un nuovo testo critico del Furioso del 1532\nDiscussione con la partecipazione di Fabio Romanini\, Franco Tomasi\, Andrea Torre \nOrganizzazione: Martina Dal Cengio\, Chiara De Cesare\, Emilio Russo \nFilmato della I sessione \n\n  \nFilmato della II sessione \n\n  \nFilmato della III sessione \n\n  \nFilmato della IV sessione
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SUMMARY:Incontro al Bosco Parrasio con Stefano Dal Bianco
DESCRIPTION:INCONTRI AL BOSCO PARRASIO\nStefano Dal Bianco\nIn dialogo con Massimiliano Tortora\n25 settembre 2025\, ore 17:00\nAl Bosco Parrasio si accede\, percorrendo via Garibaldi\, da salita del Bosco Parrasio 8\n(l’ingresso sarà consentito esclusivamente dalle 16:30 alle 17:00) \nLocandina \nStefano Dal Bianco (Padova 1961) insegna Poetica e stilistica all’Università di Siena. Ultimi libri di poesia: Ritorno a Planaval (Mondadori 2001; LietoColle 20182)\, Prove di libertà  (Mondadori 2012)\, Paradiso  (Garzanti 2024\, Premio Strega Poesia). Si è occupato prevalentemente della metrica di Petrarca\, Ariosto\, Andrea Zanzotto\, e di poesia del Novecento. Di Zanzotto ha curato il Meridiano Mondadori nel 1999 (con Gian Mario Villalta) e l’Oscar Tutte le poesie (2011). I suoi saggi di poetica sono raccolti in Distratti dal silenzio. Diario di poesia contemporanea (Quodlibet 2019). \n 
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SUMMARY:Vivrà l’Arcadia\, un dì Talia mel disse (2025)
DESCRIPTION:INCONTRI DELL’ARCADIA\nVivrà l’Arcadia\, un dì Talia mel disse\nUn incontro di poesia per festeggiare il 335° anniversario della fondazione\nCoordina Alessandro Fo \nLetture di Fabio Ciriachi\, Francesco Paolo Memmo\, Davide Puccini\, Mauro Sambi \n9 ottobre 2025\nore 16:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino\, 8 \nIngresso libero \nLocandina \nPer festeggiare il 335° anno di fondazione l’Arcadia propone una manifestazione di poesia condotta da Alessandro Fo.\nInterverranno quattro voci. Fabio Ciriachi (Roma 1944)\, fotografo\, attore e narratore\, ha pubblicato con Empirìa le raccolte L’arte di chiamare con un filo di voce (1999)\, Il giardino urbano (2003)\, Pastorizia (2011)\, e con Il Labirinto Tempo\, soltanto tempo (2023). Presso lo stesso editore\, e ancora nel 2023\, Francesco Paolo Memmo (Lanciano 1948)\, critico e collaboratore di pagine culturali\, ha raccolto le sue cinque sillogi\, insieme ad alcuni nuovi testi\, in Linea di basso ostinato. Davide Puccini (Piombino 1948)\, critico e narratore\, ha esordito in versi con Il lago del cuore (Lineacultura\, 2000)\, cui hanno fatto seguito altre sei raccolte\, l’ultima delle quali è Il falco e la colomba (Interlinea\, 2024). Di Mauro Sambi (Pola 1968)\, il recente Cura (Ronzani\, 2024) ha vinto il Premio Lerici Pea 2025; tutta la sua precedente produzione è raccolta in Quel tanto nella voce (Ronzani\, 2021). \n 
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SUMMARY:Conferenza di Paolo Chiesa
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA\nPaolo Chiesa \nCarlo VI di Francia scrive al Prete Gianni\nUn’autorappresentazione ideale di una società trecentesca \n23 ottobre 2025\n17:30-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino\, 8 \nLocandina \nIn un manoscritto di Praga è contenuta un’epistola che si dice essere indirizzata dal re di Francia Carlo VI al Prete Gianni\, il mitico sovrano dell’India noto in Europa per via di una celebre lettera fittizia che si diceva indirizzata all’imperatore di Costantinopoli. L’“epistola di Carlo VI”\, solo di recente pubblicata\, contiene una descrizione idealizzata\, ma molto concreta e puntuale\, del regno di Francia\, in contraltare con il presunto “regno del Prete Gianni”\, ed è un sorprendente esempio di autorappresentazione all’esterno di una società trecentesca.
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SUMMARY:Benedetto Croce in Arcadia
DESCRIPTION:Benedetto Croce in Arcadia\nUn incontro per ricordare la conferenza di ottanta anni fa\n  \n24 novembre 2025\n16:00-19:00\nBiblioteca Angelica \n\nIn collaborazione con la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce \nLocandina \n«Arcadia è a volta a volta nome di spregio e di scherno\, e nome che suscita immagini di pace e di gentili piaceri e trastulli\, quali la pace consente». Queste le parole con cui Benedetto Croce il 24 novembre 1945 aprì la conferenza inaugurale dell’anno accademico dell’Arcadia\, nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica; il tema era L’Arcadia e la poesia del Settecento. La partecipazione all’evento fu straordinaria: il pubblico\, numerosissimo\, si arrampicò persino sugli scaffali delle librerie per vedere meglio; neppure l’arresto della corrente elettrica compromise il buon esito dell’incontro\, che proseguì a lume di candela. In un’Italia ancora coperta di rovine e lacerata da aspri conflitti\, quel discorso assunse inevitabilmente un profondo significato politico\, anche perché pronunciato dall’autore del Manifesto degli intellettuali non fascisti\, in Arcadia Eudoro Dianeo\, per esprimere la propria riconoscenza a una delle due istituzioni culturali che non lo aveva cancellato dall’albo dei soci per il suo rifiuto – unico tra gli intellettuali non ebrei – di compilare il questionario razziale del 1938 (l’altra istituzione era stata l’Istituto veneto di scienze\, lettere e arti).\nPer riflettere su quella conferenza\, a ottanta anni di distanza\, l’Accademia dell’Arcadia\, in collaborazione con la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce\, il pomeriggio del 24 novembre 2025 ha organizzato un incontro di studio nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica. \n16:00 Saluti di Maurizio Campanelli e Benedetta Craveri\n16:30 Giorgio Panizza\, Una serata particolare: verso Geografia e storia della letteratura italiana\n17:00 Paolo D’Angelo\, Nell’Italia senza libertà. Vessazioni e amarezze nella vita di Croce negli anni del fascismo\n17:30 pausa caffè\n17:45 Emanuele Cutinelli-Rendina\, Benedetto Croce in Arcadia tra antifascismo e postfascismo\n18:15 Conclusioni di Gianluca Genovese \nArticolo di Francesca Romana de’ Angelis dedicato all’incontro: Ricordando la conferenza di Benedetto Croce all’Accademia dell’Arcadia nel 1945. Promessa di rinascita alla luce fioca di due candele\, «Osservatore Romano»\, 17 dicembre 2024. \n 
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SUMMARY:Conferenza di Giorgio Forni
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA\nGiorgio Forni\nAriosto polifonico \n4 dicembre 2025\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe oscure 32 \nIngresso libero \nLocandina \nFin dal 1928 Werner Günther aveva segnalato la singolare modernità dello stile narrativo dell’Orlando furioso rispetto alla tradizione antecedente\, attribuendo ad Ariosto un uso consapevole e letterario del discorso rivissuto o discorso indiretto libero\, in cui la voce del narratore entra in risonanza con quella del personaggio. Secondo Günther\, proprio l’inedita combinazione di «lyrische Form» e «metaphysische Ironie» porta Ariosto ad essere il primo narratore in grado di servirsi dell’indiretto libero come strumento poetico-espressivo ed è un’acquisizione stilistica che non troverà poi imitatori prima di La Fontaine e resterà a lungo un fenomeno isolato e senza sviluppo nella tradizione letteraria italiana. È possibile allora parlare di una “polifonia” dell’Orlando furioso in senso proprio? O\, in altre parole\, accade nel Furioso che il narratore ricalchi sentimenti e parole dei personaggi con un procedimento d’immedesimazione tipico della moderna polifonia romanzesca? \n 
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SUMMARY:Le carte degli autori – II ciclo
DESCRIPTION:Le carte degli autori – II ciclo\na cura di Emilio Russo e Martina Dal Cengio \nInserita all’interno dei Seminari della Biblioteca Monteverdi\, l’iniziativa si propone di osservare da vicino il banco di lavoro di alcuni dei più grandi autori della letteratura italiana: ogni incontro\, costruito nella forma di un dialogo tra esperti\, costituirà l’occasione per condividere ricerche in corso\, a partire dell’esame diretto delle carte\, degli archivi o delle letture d’autore. Il ciclo seminariale\, finanziato dal PNRR PE5-CHANGES SPOKE 3-DLCM e dal Dipartimento di Lettere e Culture Moderne\, Sapienza Università di Roma\, è svolto in collaborazione con il CAER – Centre Aixois d’Etudes Romanes\, Aix Marseille Université (Raffaele Ruggiero)\, e con l’Accademia dell’Arcadia. \nGli incontri si svolgeranno presso la Biblioteca Angelo Monteverdi\, con inizio alle ore 17.00. \nLocandina \n20 gennaio 2026\nAndrea Cortellessa\, Silvia De Laude\, Giorgio Nisini\nDal laboratorio. Fra i libri e le carte di Pier Paolo Pasolini \n9 febbraio 2026\nMatteo Palumbo\, Massimiliano Tortora\nSvevo tra filologia e critica \n9 marzo 2026\nLuca Degl’Innocenti\, Valentina Gritti\nLa biblioteca perduta di Ariosto: le letture latine e volgari nell’Orlando furioso \n23 aprile 2026\nPaolo Falzone\, Giulia Raboni\nIl sugo della storia. Sul finale dei Promessi sposi \n5 maggio 2026\nSonia Gentili\, Giorgio Panizza\nUn Eden a Recanati? Libri e letture di Leopardi tra poesia e filosofia \n19 maggio 2026\nGiorgio Inglese\nDante
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SUMMARY:L’altra Arcadia: letteratura\, miti e storia della Grecia antica
DESCRIPTION:L’altra Arcadia: letteratura\, miti e storia della Grecia antica\nSeminario di studi a cura di Luca Bettarini \n5 febbraio 2026\n16:00-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nLocandina \nL’eredità greca in Arcadia non si avverte solo nei nomi d’ispirazione greca\, negli etnici del mondo greco\, nelle Olimpiadi letterarie\, ma si articola in un ricco patrimonio di miti\, storie e testi che nei secoli hanno ispirato i “pastori” nella loro attività. Questo incontro intende riscoprire e valorizzare le radici greche della Repubblica d’Arcadia attraverso un percorso che abbraccia diacronicamente la letteratura e la storia. Prendendo le mosse dalla lingua di Omero e dei suoi continuatori di età arcaica\, si passerà ad analizzare le implicazioni storiche del teatro comico di Aristofane e le caratteristiche del genere lirico del peana in età classica\, per giungere infine ad esaminare la tradizione dei testi greci in un grammatico latino tardoantico quale Prisciano di Cesarea. \n16:00 Introduzione di Maurizio Campanelli\n16:30 Laura Lulli\, La dizione epica e le sue peculiarità oltre Omero\n17:00 Lavinio Del Monaco\, Come un’antica moneta. Variazioni di una similitudine\n17:30 intervallo\n17:45 Adelaide Fongoni\, Cantare peani nelle comunità magno-greche di IV sec. a.C.\n18:15 Jacopo Khalil\, Le citazioni greche nell’Ars di Prisciano tra stampe e manoscritti\n18:45 Conclusioni di Luca Bettarini \nCon il patrocinio della Consulta Universitaria del Greco.
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. I seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei Canti di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nI seminario\, a cura di Fabio Corvatta e Fabiana Cacciapuoti \nCentro Nazionale di Studi Leopardiani\nRecanati\, via Monte Tabor\, 2 \n12 febbraio 2026\n9:30-18:00 \nCarlo Caruso\, I. All’Italia\nNovella Bellucci\, IV. Nelle nozze della sorella Paolina\nGioele Marozzi\, XIV. Alla luna\nGiuseppe Sangirardi\, XXIII. Canto notturno di un pastore errante dell’Asia\nAntonella Del Gatto\, XXXVII. (Odi\, Melisso) \nLocandina\nProgramma generale
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SUMMARY:Conferenza di Philippe Guérin
DESCRIPTION:Conversazioni in Arcadia \nPhilippe Guérin\nL’Arcadie di Bernardin de Saint-Pierre\, le Isles fortunées di Moutonnet de Clairfons e le prime traduzioni moderne della Commedia\n12 marzo 2026\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nIngresso libero \nLocandina \nDopo quasi due secoli di silenzio (per le edizioni a stampa)\, appare nel 1776 una versione francese dell’Inferno\, dovuta a J.-J. Moutonnet de Clairfons. Ellenista dotato\, si era cimentato con traduzioni dal greco\, nonché dal latino (i Basia di Johannes Secundus). È anche autore (modesto) di un romanzo\, a tratti pastorale\, Les Isles fortunées (1771). Tutto ciò in un contesto letterario in cui spicca il nome di Bernardin de Saint-Pierre\, autore del best-seller Paul et Virginie (1788)\, ma anche di racconti di viaggio nell’Isle de France (Riunione\, 1773) e di un romanzo incompiuto\, L’Arcadie (1781). Trait d’union\, l’amico Rousseau\, in particolare l’autore della Nouvelle Héloïse (1761). Sarà possibile cogliere qualche nesso tra tale contesto e l’impresa traduttiva di Moutonnet?
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SUMMARY:Sources italiennes II
DESCRIPTION:Sources italiennes II\nSéminaire permanent d’études italiennes  \nCAER – Centre Aixois d’Etudes Romanes\, Aix Marseille Université (Marika Incandela\, Raffaele Ruggiero)\, in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Culture moderne\, Sapienza Università di Roma (Martina Dal Cengio\, Emilio Russo)\, e con l’Accademia dell’Arcadia \nPer il secondo anno il seminario permanente mira a raccogliere casi di studio che possano riscrivere la tradizione italiana sulla base della concretezza dei suoi documenti. Avendo come obiettivo le “fonti”\, propone ricerche che riguardano i manoscritti degli autori\, gli archivi\, le collezioni (libri\, documenti\, scartafacci\, oggetti d’arte ecc.): in breve\, tutto ciò che – a partire da attestazioni primarie – fonda e rende possibile la conoscenza di un autore\, di una corrente letteraria\, di un’opera. Il ciclo prende in considerazione l’intera civiltà italiana\, dal Medioevo alla contemporaneità\, con la partecipazione di ricercatori affermati e dottorandi o giovani studiosi. \nLocandina \n12 marzo 2026\, 15:00\nAndrea Canova\, Il filologo in archivio. Qualche esperienza cinquecentesca \n31 marzo 2026\, 15:00\nAlessio Decaria\, Tra l’Arno e il Tebro. Novità su Bardo Segni\, Lorenzino de’ Medici e lo Stradino da un ignoto codice di rime cinquecentesche \n2 aprile 2026\, 9:30\nFranco Tomasi\, Tra lettera e documento: osservazioni sull’epistolografia rinascimentale \n14 aprile 2026\, 15:00\nElena Valeri\, Libri in movimento: le traduzioni francesi e spagnole delle Historiae sui temporis di Paolo Giovio tra contesti politici e strategie editoriali (1550-1566) \n5 maggio 2026\, 15:00\nMaurizio Campanelli\, Una regina per una repubblica: Cristina di Svezia nel mito e nelle carte dell’Arcadia \n13 maggio 2026\, 9:30\nMarco Dorigatti\, La basi materiali della poesia: i testimoni del Quinto libro di Raffaele Valcieco \n13 maggio 2026\, 15:00\nIrene Torregrossa\, Editori\, stampatori e libri antichi: l’Orlando furioso del 1521 \nI seminari si svolgono nell’aula 2.41 della Maison de la Recherche\, Campus Schuman\, Aix-en-Provence.\nPer seguire a distanza: https://univ-amu-fr.zoom.us/j/7403574589 (riunione 740 357 4589).\nContatto: raffaele.ruggiero@univ-amu.fr.
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SUMMARY:Ascoltando le "Rime degli Arcadi" – V edizione
DESCRIPTION:Giornata mondiale della poesia \nAscoltando le Rime degli Arcadi – V edizione\nSeminario di studi a cura di Massimiliano Malavasi \nLetture di Arianna Ninchi e Marcello Ravesi\nIntermezzi musicali eseguiti dal maestro Gabriele Lotichius \n21 marzo 2026\n15:00-19:00 \nBiblioteca Angelica\nRoma\, piazza di Sant’Agostino 8 \nCome nelle precedenti edizioni del seminario\, in occasione della Giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco\, nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica saranno illustrati alcuni percorsi tematici attraverso le raccolte delle rime degli Arcadi\, tra letture recitate e intermezzi musicali. \nLocandina \nTesti poetici della V edizione \nFranco Arato\, «Dell’uve il sangue amabile». Poesia bacchica in Arcadia\nIl vino\, sin dalla tradizione classica antico alleato della poesia\, è ben presente nella letteratura italiana tra Rinascimento e Barocco\, da Sannazaro a Chiabrera; ma la reinvenzione del genere cosiddetto enoico è soprattutto merito del Bacco in Toscana (1685) del pastore arcade Francesco Redi. Nel tomo IX delle Rime degli arcadi (1722) Crescimbeni decide di ristampare quel vecchio (ma sempre vivo) ditirambo\, accompagnandolo con un buon numero d’esempi di imitatori (da A. D. Norcia a G. Baruffaldi\, da U. Landi a Crescimbeni stesso). Questi versi\, rilevanti anche per lo sperimentalismo metrico\, verranno confrontati con i sonetti «polifemici» di G. B. Casaregi (Rime\, tomo V\, 1717)\, che del vino tessono non tanto le lodi ma gli effetti infine funesti per l’ingannato ciclope. \nAnna Scattola\, Celebrazione e compianto funebre di figure femminili nelle Rime degli Arcadi\nL’intervento si sofferma sui componimenti funebri stampati nelle Rime degli Arcadi\, in commemorazione di figure femminili differenti\, come nobildonne\, poetesse e familiari. Nonostante il numero esiguo\, queste rime dimostrano un significativo interesse\, tra gli accademici\, per una tipologia poetica diffusa e legata alla realtà storica del tempo. Inoltre\, si può notare come il ricorso a specifici motivi della tradizionale topica funebre – smarrimento\, lamento collettivo\, elogio dei meriti pubblici\, rimpianto intimistico – contribuisca a evidenziare la posizione sociale delle defunte e la loro particolare relazione con autori e autrici\, tra protezione cortigiana e mecenatismo\, affetti familiari e contributo poetico nell’Accademia dell’Arcadia. \nMarco Capriotti\, «Tra fior e fior\, tra fronda e fronda». Motivi floreali nelle Rime degli Arcadi\nIl topos millenario del locus amoenus trova per ovvie ragioni uno speciale luogo d’elezione nella poesia arcadica. Tuttavia\, nella poesia di tutti i tempi (e le Rime degli Arcadi non fanno eccezione) le sue specifiche componenti sono state evocate per assolvere a scopi di volta in volta differenti: costituire uno sfondo convenzionale\, caricarsi di valenze simboliche\, essere sottoposte a un minuto descrittivismo… Il contributo analizzerà le modalità di rappresentazione letteraria di uno dei principali costituenti del locus amoenus\, il fiore\, nei volumi IV-IX delle Rime degli Arcadi\, al fine di mostrare come i poeti che vi compaiono abbiano fatto propria la topica del motivo floreale – particolarmente all’indomani della rivoluzione scientifica –\, pur nel solco di una tradizione millenaria. \nSilvia Tatti\, Versi d’encomio e d’occasione\nAll’interno delle Rime i versi di encomio e di occasione sono ricorrenti. Autori e autrici si soffermano sulla lode ai defunti e sulla celebrazione di ricorrenze\, come nascite e sposalizi solenni. Dominati da una retorica ridondante\, da formule ripetitive e da un immaginario diffuso\, i versi di encomio hanno una loro funzione non solo decorativa all’interno delle raccolte arcadiche; collocano nella storia locale ed europea i volumi\, evidenziano la rete di relazioni\, ancorano la dimensione universale dei temi della poesia arcadica alla realtà contemporanea\, dando corpo e spessore agli autori e alle autrici: sollevano il velo del travestimento pastorale inglobando la storia nella favola della trasfigurazione arcadica. Nei volumi considerati per la serata della poesia del 21 marzo\, sono numerosissimi gli autori che inseriscono all’interno della sezione dei loro versi delle rime in lode o in ricordo di protettori vivi o defunti\, sovrani\, artisti\, prelati. \n  \n\n  \n\n  \n 
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SUMMARY:Conferenza di Beatrice Manetti
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA \nBeatrice Manetti\nScrittrici in Italia\, l’Italia delle scrittrici \n9 aprile 2026\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nVia delle Botteghe Oscure 32 \nLocandina \nPer quanto ignorate o marginalizzate negli studi complessivi più recenti sulla narrativa contemporanea\, le scrittrici in Italia ci sono\, si pubblicano\, si vendono\, si leggono. Più difficile è tracciare una mappa di quello che scrivono: esistono tendenze\, linee di ricerca\, mode editoriali che orientano le autrici\, esordienti o affermate\, verso generi e temi privilegiati? In una ricognizione sommaria\, e necessariamente provvisoria\, della scrittura romanzesca delle donne\, è però riconoscibile una riflessione condivisa sulla storia nazionale\, sul suo rimosso\, le sue occasioni mancate\, i suoi punti di frattura. Li esamineremo a partire da tre casi esemplari: Silvia Cassioli\, Melania Mazzucco\, Igiaba Scego. \n\n 
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SUMMARY:Conferenza di Arnaldo Soldani
DESCRIPTION:CONVERSAZIONI IN ARCADIA \nArnaldo Soldani \nIl Trionfo del Tempo e del Disinganno del cardinale Benedetto Pamphili. Una lettura formale \n7 maggio 2026\n17:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nIngresso libero \nLocandina \nIl Trionfo del Tempo e del Disinganno è un oratorio scritto dal cardinale Benedetto Pamphili e musicato dal giovanissimo Georg Friedrich Händel subito dopo il suo arrivo a Roma\, nel 1707. Dopo un inquadramento complessivo\, il libretto del cardinale sarà esaminato da un punto di vista eminentemente formale\, con l’intento di percorrerne i tracciati\, niente affatto scontati\, sia per quanto concerne il sistema dei personaggi e le linee argomentative su cui si sviluppa il testo\, sia per quel che riguarda gli snodi principali dell’organizzazione metrica\, discorsiva e linguistica. Il libretto in effetti rivela una complessità di disegno che il rivestimento musicale assume e approfondisce con la potenza del genio di Händel. \n 
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SUMMARY:Voci di donne: corrispondenze e legami tra vita e letteratura
DESCRIPTION:5 Autori – Edizione romana \nVoci di donne: corrispondenze e legami tra vita e letteratura \n20 maggio 2026\n15:00-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nQuesta edizione speciale di 5 Autori vuole riproporre alcune questioni emerse durante i cinque incontri di studio organizzati dal Liceo Leopardi di Macerata. Il progetto intende approfondire\, attraverso l’intervento di esperti\, la conoscenza della corrispondenza epistolare tra alcuni interessanti personaggi femminili e scrittori autorevoli della letteratura italiana dell’Ottocento e del Novecento. La finalità è quella di promuovere nella scuola un rinnovamento del canone letterario\, attraverso l’inclusione della letteratura al femminile\, permettendo di dare voce a chi è rimasto ai margini della scrittura letteraria. \nIl seminario di formazione\, organizzato dall’Accademia dell’Arcadia in collaborazione con il Liceo Classico Linguistico «Giacomo Leopardi» di Macerata\, potrà essere fruito in presenza o online\, tramite la compilazione del modulo al link https://forms.gle/ZPv9NwecyQvWVW2K6. \nIscrizioni tramite Piattaforma SOFIA entro il 17 maggio: codice identificativo 104602. \nLocandina\nPieghevole \nI parte \nEmilio Russo\,«Caro Muccio»\, «Pilla mia cara».  Affetti\, ironia e dialogo epistolare tra Paolina e Giacomo Leopardi\nMonica Venturini\, Tra Sibilla Aleramo e Dino Campana. Riflessioni sul canone del Novecento \nII parte \nMartina Dal Cengio\, Una poetessa di inizio Novecento in dialogo con Gozzano: Amalia Guglielminetti\nGiuseppe Crimi\, Dieci anni d’inchiostro: corrispondenza e mancate corrispondenze tra Marta Abba e Pirandello\nElisiana Fratocchi\, «Un’atroce mescolanza di leggerezza e di oscuro accanimento»: un percorso critico attraverso il carteggio tra Morante e Moravia \nI parte \n\n  \nII parte
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. II seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei Canti di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nII seminario\, a cura di Emilio Russo \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \n28 maggio 2026\n9:30-18:00 \nRoberto Rea\, VI. Bruto minore\nMassimo Natale\, VIII. Inno ai Patriarchi\, o de’ principii del genere umano\nFulvio Vallana\, XV. Il sogno\nAndrea Campana\, XXI. A Silvia\nPaola Italia\, XXXVI. Scherzo \nLocandina\nProgramma generale \n  \nPRIMA PARTE \n\n  \nSECONDA PARTE
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SUMMARY:Il possibile e il reale. L’apparato critico come rappresentazione della storia del testo
DESCRIPTION:Il possibile e il reale\nL’apparato critico come rappresentazione della storia del testo\nSeminario di studi a cura di Alberto Cadioli\, Paolo Chiesa\, Claudio Giammona\, Emilio Russo \n4-5 giugno 2026 \nSapienza Università di Roma\nFacoltà di Lettere e Filosofia\, aula IV\nRoma\, piazzale Aldo Moro 5 \nDipartimento di Lettere e Culture Moderne (Sapienza Università di Roma)\, in collaborazione con Osservatorio sulle Edizioni Critiche (Università Statale di Milano) e Accademia dell’Arcadia \nLocandina \nPosti di fronte al problema della rappresentazione sui rotoli papiracei dei testi omerici\, i filologi alessandrini escogitarono per primi un essenziale sistema di segni grafici che rendessero visibile la natura essenziale del problema: l’obelo\, l’asterisco\, la crux e gli altri segni diacritici individuano in modo immediatamente visibile le increspature del testo\, le cicatrici\, i luoghi dubbi. A questa primaria necessità\, col tempo\, si è aggiunta l’esigenza di rappresentare anche altri aspetti propri delle tradizioni dei testi: prese così forma\, al di sotto del testo\, la raccolta delle variae lectiones\, organizzate poi in modi diversi\, rispondenti ai criteri metodologici dell’edizione\, spesso anche molto variegati\, ma tutti tesi a restituire al lettore le varie strade percorse dai testi. \nNel 1977\, all’interno della voce Filologia curata per l’Enciclopedia del Novecento\, G. Contini scriveva: «Posta l’esistenza di un autografo o altro documento autorizzato\, anche la sua riproduzione è critica. Ogni edizione è interpretativa: non esiste una edizione-tipo\, poiché l’edizione è pure nel tempo\, aprendosi nel pragma e facendo sottostare le sue decisioni a una teleologia variabile. All’ambizione di un testo-nel-tempo corrisponde altresì l’elasticità d’un’edizione-nel-tempo. La raffinatezza dei mezzi meccanici si può ormai caricare di ogni responsabilità nell’ottenimento di un equivalente del documento\, liberando il valore totalmente mentale della riproduzione critica»; e aggiungeva: «Il fondamento all’esortazione verso apparati (di sostanza) completi quanto fisicamente possibile (salvo al più le sviste servili in luogo di sincere innovazioni) ha lo scopo di salvaguardare non soltanto\, euristicamente\, quelle lectiones singulares che domani potranno\, adottate come parametro per saggiare nuovi individui\, rivelarsi lezioni di gruppo\, ma il materiale che faccia conoscere la fisionomia del testo in ogni frazione della sua storia culturale». \nA quasi 50 anni di distanza\, i mezzi a disposizione dei filologi non sono più esclusivamente meccanici: le potenzialità delle nuove tecnologie permettono modalità diverse di rappresentazioni alternativa o sinottica dei testi\, svincolandoli dalla fissità della pagina. Al tempo stesso\, la discussione interna alle scienze filologiche ha affrontato questa sfida\, trovando modi per riflettere anche nelle edizioni a stampa la pluralità delle realizzazioni dei singoli testi. L’apparato critico si configura sempre più come lo spazio in cui trovano riparo tutte queste possibilità.
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SUMMARY:Presentazione di "Filologia e poesia. Lo scrittoio di Silvia Rizzo"
DESCRIPTION:Presentazione di Filologia e poesia. Lo scrittoio di Silvia Rizzo \nIl 5 giugno 2026 alle ore 16 presso l’Aula IV del Dipartimento di Lettere e Culture Moderne dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza\, Paola de Capua\, Maurizio Fiorilla e Simona Mancini presenteranno il volume Filologia e poesia. Lo scrittoio di Silvia Rizzo\, a cura di Monica Berté\, Maurizio Campanelli e Vincenzo Fera\, che raccoglie gli atti del convegno organizzato dall’Accademia dell’Arcadia il 12-13 maggio del 2023 per ricordare Silvia Rizzo: la prima parte del libro ospita otto saggi\, nella cui varietà tematica si riflettono\, in una prospettiva ecdotica condivisa dagli autori\, i principali ambiti di ricerca della studiosa\, ovvero la filologia classica\, il Petrarca\, l’Umanesimo. La seconda parte del volume raccoglie poesie e brani di prosa creativa di Silvia Rizzo e di altri poeti\, ai quali venne dedicata una seduta del convegno. La presentazione potrà anche essere seguita da remoto (il link si trova nella locandina). \nLocandina
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