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SUMMARY:Petrarca tra latino e volgare
DESCRIPTION:Petrarca tra latino e volgare\nConvegno internazionale di studi a cura di Monica Berté\, Giulia Perucchi e Marco Petoletti\nAccademia dell’Arcadia\nSapienza Università di Roma – Dipartimento di Lettere e Culture moderne \n22-23 ottobre 2026 \nSapienza Università di Roma\nFacoltà di Lettere e Filosofia\nPiazzale Aldo Moro 5\nAula Odeion \nLocandina con programma e link di collegamento \nIl convegno si propone come occasione di confronto fra studiose e studiosi provenienti da istituzioni italiane e straniere\, coinvolti in ricerche originali dedicate al padre dell’Umanesimo. Nell’ambizione di far convergere varie prospettive e metodologie d’indagine\, le giornate di studio si svolgeranno nel dialogo fra filologia\, paleografia e storia della letteratura; le relazioni verteranno su tutti i principali aspetti della ricerca petrarchesca\, abbracciando armoniosamente la produzione latina e quella volgare dell’autore e analizzando i suoi percorsi di lettore\, a essa strettamente collegati. Chiuderà l’evento una tavola rotonda dedicata alle Edizioni nazionali dei classici della letteratura italiana nell’era del digitale. \nÈ previsto il collegamento da remoto con questo link Zoom:\nhttps://uniroma1.zoom.us/j/85435606131?pwd=OT7IKZ7ZOTdPjffDEKeX6HjlO6RPww.1 \n  \n22 ottobre 2026 \n15:00\nSaluti e introduzione ai lavori\nMatteo Motolese (Direttore del Dipartimento di Lettere e Culture moderne – Sapienza Università di Roma)\nMaurizio Campanelli (Custode Generale dell’Accademia dell’Arcadia)   \n15:15\nModerano Monica Berté (Sapienza Università di Roma) e Maurizio Fiorilla (Università di RomaTre)\nIñigo Ruiz Arzalluz (Vitoria-Gasteiz\, Universidad del País Vasco UPV/EHU)\, Petrarca e Livio: libri\, decadi e titoli\nPéter Ertl (Budapest\, Università Eötvös Loránd – ELTE)\, Il liberto di Cicerone e la data di composizione della Vita Terrentii\nDiscussione \n16:30 \nCoffee break    \n17:00\nTommaso Salvatore (Fondo Italiano per la Scienza)\, Percorsi periferici nella tradizione del Canzoniere\nFrancesco Galatà (Università degli studi di Messina)\, «de ipsis Triumphis vulgaribus nulla mentio». Alle origini della tradizione dei Trionfi\nFrancesca Florimbii (Università eCampus)\, Le forme dei Triumphi fra antica e nuova vulgata\nDiscussione \n23 ottobre 2026 \n9:00\nModerano Angelo Piacentini (Università Cattolica di Milano) e Laura Refe (Università Pegaso)\nGiulia Perucchi (Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara)\, Appunti sulla prosa del De remediis\nAndrea Torre (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, La ferita petrarchesca tra memoria e interpretazione\nDiscussione \n10:30 \nCoffee break    \n11:00 \nSofia Brusa (Wolfenbüttel\, Herzog August Bibliothek)\, Per Petrarca e Philippe de Cabassole: la Dispersa 26 (Varia 64)\nAnna Bellettini (Università Cattolica di Milano)\, Le postille di Petrarca a Cipriano nel codice Par. lat. 1655\nDiscussione  \n13:30 \nLight lunch \n23 ottobre 2026 \n14:30\nModerano Caterina Malta (Università degli studi di Messina) e Marco Petoletti (Università Cattolica di Milano)\nGabriele Baldassari (Università Statale di Milano)\, La canzone 119 nel libro dei Fragmenta\nMarco Cursi (Università degli studi di Napoli Federico II)\, Tra torchio e penna. Aldo Manuzio\, Pietro Bembo e le Cose volgari del 1501\nDiscussione \n16:00 \nCoffee break    \n16.30 \nTavola rotonda\nModera Emilio Russo (Sapienza Università di Roma)\nMonica Berté (Sapienza Università di Roma)\, Paola Italia (Università degli studi di Bologna)\, Marco Petoletti (Università Cattolica di Milano)\, Giulia Raboni (Università degli studi di Parma)\, Andrea Torre (Scuola Normale Superiore di Pisa)\, Andrea Salvo Rossi (Università degli studi di Napoli Federico II)\, Le Edizioni Nazionali nell’era del digitale \nConclusione dei lavori \n  \nAbstracts \nIÑIGO RUIZ ARZALLUZ\nPetrarca e Livio: libri\, decadi e titoli\nL’esame dei diversi modi in cui Petrarca rimanda al testo di Livio ci rivela alcuni dei progressi che l’umanista andò compiendo nella conoscenza dell’opera del Padovano\, sia per quanto riguarda la sua denominazione sia per la disposizione dei libri (compresa l’omissione del libro 33). Dopo l’esclusione del Livio Harleiano dall’elenco dei codici con interventi autografi di Petrarca e\, al tempo stesso\, grazie all’identificazione della sua mano nel Livio Vaticano\, appare evidente la corrispondenza tra gli avanzamenti realizzati dall’umanista in questo ambito e la successione dei codici Vaticano e Parigino nella sua biblioteca. \nGABRIELE BALDASSARI\nLa canzone 119 nel libro dei Fragmenta\nIl contributo si sofferma su una delle canzoni più trascurate negli studi sul Canzoniere\, ma che con ogni evidenza rappresenta uno snodo importante nello sviluppo dell’opera\, dal momento che ‒ almeno secondo la proposta esegetica prevalente ‒ affronta un tema di grande rilievo in Petrarca come il rapporto tra Gloria e Virtù. La collocazione del testo entro due componimenti d’anniversario (118 e 122)\, la sua vicinanza al n° 121\, occupato a lungo dalla ballata Donna mi vène spesso ne la mente\, incentrata anch’essa sulla presenza di due figure femminili\, la breve distanza dal più importante testo politico del Canzoniere\, Italia mia (128)\, nel quale il poeta si rappresenta investito di una missione etica: tutti questi elementi inducono a interrogarsi sul ruolo che il testo ha nei Rerum vulgarium fragmenta\, considerando in particolare il disegno trasmesso nella forma Chigi\, ma con probabilità già delineato in forme precedenti dell’opera. \nANNA BELLETTINI\nLe postille di Petrarca a Cipriano nel codice Par. lat. 1655\nL’intervento prende in esame le postille autografe di Petrarca nel manoscritto Paris\, BnF\, lat. 1655\, codice francese del XII secolo\, giunto in possesso del poeta per vie che restano ancora da chiarire. Le postille si concentrano in particolare sulla lettera 55 di Cipriano (Ad Antonianum)\, dedicata alla complessa questione penitenziale della riammissione dei lapsi\, i cristiani apostati nelle persecuzioni\, risolta nel pensiero di Cipriano con una delicata mediazione tra misericordia e disciplina. Le note di Petrarca – databili con buona probabilità agli ultimi anni Cinquanta del Trecento – sono una dozzina e offrono una testimonianza circoscritta ma ancora inesplorata della sua lettura dell’autore africano. Cipriano non rientra infatti tra le fonti citate esplicitamente nell’opera petrarchesca: attraverso l’analisi minuta dell’insieme degli interventi sul codice\, il contributo intende ricostruire le direttrici della lettura di Petrarca\, portando alla luce nuclei d’interesse che altrimenti rimarrebbero inespressi. \nSOFIA BRUSA\nPer Petrarca e Philippe de Cabassole: la Dispersa 26 (Varia 64)\nPetrarca inviò la Disp. 26 (Var. 64) a Philippe de Cabassole il 25 aprile 1354 da Milano. Si tratta di una lunga e articolata missiva\, che\, con ampio dispiego di fonti classiche e patristiche\, offre un elogio delle qualità di Philippe e una accorata descrizione dell’incontro tra lui e Petrarca prima della partenza\, poi fallita\, di quest’ultimo alla volta dell’Italia (l’episodio\, risalente al 16 novembre 1352\, è narrato con qualche differenza anche in altre epistole). L’intervento mira a contestualizzare la lettera nel complesso dei rapporti\, non solo epistolari\, tra mittente e destinatario\, e più in generale nell’epistolario e nella biografia di Petrarca. Si intende inoltre fornire i primi risultati del lavoro filologico in vista di una sua nuova edizione. La lettera è tràdita nella cosiddetta ‘raccolta veneziana’ ed è stata finora edita soltanto sulla base delle cinquecentine. La collazione dei cinque manoscritti che la trasmettono consente di migliorare il testo in più punti\, offrendo inoltre l’occasione per una rinnovata riflessione sui rapporti tra i testimoni (manoscritti e a stampa) della raccolta. \nMARCO CURSI\nTra torchio e penna. Aldo Manuzio\, Pietro Bembo e le Cose volgari del 1501\nL’intervento si propone di ricostruire alcuni momenti della prima storia delle Cose volgari di Francesco Petrarca\, pubblicate da Aldo Manuzio nel 1501 con il fondamentale contributo di Pietro Bembo. Il confronto tra le testimonianze fornite dall’epistolario di Isabella d’Este\, Lorenzo da Pavia e dello stesso Aldo e l’analisi diretta degli esemplari superstiti consentirà di fare luce sulle dinamiche produttive dell’officina aldina. Particolare attenzione sarà dedicata alla doppia tiratura su pergamena e su carta e al ruolo delle bozze e dell’errata corrige nella revisione del testo. L’esame di alcune varianti di stato permetterà di ricostruire differenti sequenze degli interventi correttori\, rivelando la stretta interazione tra pratiche tipografiche e ricerca della perfezione testuale. \nPÉTER ERTL\nIl liberto di Cicerone e la data di composizione della Vita Terrentii\nIn un suo saggio del 1954\, Giuseppe Billanovich aveva identificato un gruppo di manoscritti del Chronicon di Eusebio di Cesarea\, tradotto in latino e continuato da san Girolamo\, che discendono dall’esemplare di Petrarca e conservano copie di un cospicuo numero di glosse a lui attribuibili. Ripubblicando l’articolo nel suo Petrarca e il primo Umanesimo del 1996\, lo studioso concludeva che Petrarca aveva ottenuto il suo codice ad Avignone\, tra il 1345 e il 1347\, da un conoscente identificabile con Ildebrandino Conti. Tale ipotesi incideva sulla datazione della Vita Terrentii\, scritta da Petrarca intorno al 1340. La presenza di Eusebio-Girolamo nella biografia del commediografo è stata infatti l’argomento principale a sostegno di una seconda redazione dell’opera\, posteriore al 1345-1347\, periodo in cui Petrarca avrebbe letto per la prima volta il Chronicon. Nel presente intervento si riesaminano gli argomenti addotti da Billanovich per la datazione delle postille petrarchesche\, con l’intento di rivalutarne la validità ai fini della ricostruzione della storia compositiva della Vita Terrentii. \nFRANCESCA FLORIMBII\nLe forme dei Triumphi fra antica e nuova vulgata \nL’indagine sulla tradizione manoscritta più antica dei Triumphi consente di interrogare il testo non soltanto nella prospettiva della sua trasmissione\, ma anche in quella della sua elaborazione. In quest’opera la pluralità delle sequenze\, la diversa collocazione di alcuni segmenti e la presenza di forme testuali ibride sembrano restituire tracce di un processo compositivo ancora aperto\, fra autorialità e ricezione. Il contributo si propone di esaminare alcuni di questi assetti\, per verificare in quale misura essi possano essere ricondotti a fasi diverse della scrittura petrarchesca oppure a interventi di ordinamento successivi alla morte dell’autore. Il problema riguarda soprattutto quelle configurazioni – ancora troppo poco studiate – che sembrano collocarsi in una zona intermedia tra redazione d’autore e sistemazione postuma\, e che proprio per questo richiedono di evitare una distinzione rigida tra varianti compositive e fenomeni di trasmissione. \nFRANCESCO GALATÀ\n«de ipsis Triumphis vulgaribus nulla mentio». Alle origini della tradizione dei Trionfi\nLa tradizione dei Trionfi ci consegna un quadro molto mosso sia sul piano delle letture che su quello del canone e della seriazione dei capitoli\, che riflette le condizioni eterogenee dei materiali elaborativi emersi dopo la morte di Petrarca. L’edizione critica di Carl Appel individuava diverse linee testuali: una in grado di restituire\, per alcuni capitoli\, una redazione anteriore non altrimenti attestata; una che trasmette un assetto più avanzato dell’intera opera; una\, sostanzialmente spuria\, frutto di un’operazione editoriale spregiudicata ma comunque interessante per la sua precocità. Muovendo da nuovi dati ricavati dagli abbozzi del Vat. lat. 3196 e dai collettori cinquecenteschi di varianti redazionali\, si proverà a delineare la fisionomia delle ‘edizioni’ postume che sembrano collocarsi a monte delle tre linee testuali e ad agganciare ciascuna alle diverse stesure d’autore di cui si ha notizia. \nGIULIA PERUCCHI\nAppunti sulla prosa del De remediis\nIl De remediis utriusque Fortune costituisce uno degli approdi più significativi della produzione matura del Petrarca latino: a differenza di altre opere rimaste incompiute\, la diffusione del trattato fu avallata dall’autore\, che nel 1366 pose fine a una lunga fatica\, durata più di dodici anni. Il lavoro di ricerca attivo sui fronti della ricostruzione delle vicende redazionali del De remediis e della costituzione del suo testo critico apre la strada a nuove possibilità di indagine relativamente ai caratteri formali della scrittura petrarchesca: il contributo si orienterà su zone di particolare sperimentazione stilistica del dialogo\, concentrandosi sull’artificiosità retorica e la ritmicità della prosa\, e sui suoi rapporti con la tradizione moralistica cristiana e le trattazioni mediolatine delle artes dictandi. \nTOMMASO SALVATORE\nPercorsi periferici nella tradizione del Canzoniere\nLa relazione intende offrire un’esemplificazione\, con alcuni affondi puntuali\, dell’indagine sulla tradizione del Canzoniere tramite l’analisi integrata degli elementi materiali\, testuali e soprattutto storici del testimoniale manoscritto. La disamina congiunta di questi aspetti\, finora non sempre adeguatamente approfonditi\, consente infatti di ricostruire alcuni percorsi dei codici\, mettendone in luce l’interessante coinvolgimento in iniziative editoriali o seguendone la circolazione attraverso copisti e possessori antichi. \nANDREA TORRE\nLa ferita petrarchesca tra memoria e interpretazione\nL’intervento intende indagare il rapporto tra esperienza memoriale\, traccia somatica e atto di scrittura\, all’interno dell’opera di Petrarca\, dove il campo metaforico del corpo ferito si configura come una mappa ermeneutica che registra il vissuto e ne sollecita la rievocazione narrativa. L’analisi si focalizzerà in particolare su due testimonianze epistolari\, la Fam. XXI\, 10 (a Neri Morando: dove la ferita causata da un pesante codice ciceroniano è còlta quale occasione di esercizio ermeneutico e autoanalisi morale) e la Disp. 46 (a Giovanni Boccaccio: dove la medesima ferita\, ormai rimarginata in cicatrice\, diventa il presupposto per una riflessione sul passaggio dall’evento traumatico alla maturazione interiore). L’indagine si estenderà infine al Secretum\, dove la dissezione ermeneutico-terapeutica dell’animo condotta da Augustinus rappresenta il metodo per superare la resistenza etica (il “callo”) di Franciscus\, e trasforma l’esperienza autobiografica e la lettura memoriter degli Antichi in una reale pratica di cura di sé e consapevolezza morale.
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SUMMARY:Non già eco\, ma voce: le poetesse dell’Arcadia tra memoria\, critica e filologia
DESCRIPTION:Non già eco\, ma voce: le poetesse dell’Arcadia tra memoria\, critica e filologia\nSeminario a cura di Tatiana Crivelli\n12 novembre 2026\n14:30-19:30 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe oscure 32 \nIl seminario si propone come un’occasione di indagine corale sul lascito delle poetesse che\, nel corso del Settecento\, trovarono nell’Accademia dell’Arcadia un luogo di espressione e di riconoscimento. Filo conduttore dell’incontro sarà la nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)\, strumento di ricerca e archivio digitale che restituisce alla memoria nomi\, vicende e testi di autrici talora dimenticate\, offrendo nuove possibilità di lettura e di contestualizzazione. Oltre a riportare l’attenzione su alcune figure autoriali scarsamente considerate\, l’incontro intende fornire spunti teorici e metodologici che sollecitino la riconsiderazione della presenza delle donne nella società arcadica\, come parte viva e necessaria della sua identità culturale. \n  \nProgramma \nIntroduzione: Tatiana Crivelli (Universität Zürich)\, Lo studio delle poetesse arcadiche: storia\, metodi\, risultati\, problemi e prospettive \n1. Autrici\nModera Tatiana Crivelli (Universität Zürich)\nAnna Negri (Università di Palermo)\, Poetesse meridionali d’Arcadia: autrici ignote o dimenticate\nCéline Powell (Paris Lodron Universität Salzburg)\, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca». Petrarca come modello e presenza ossessiva nella lirica di Francesca Roberti Franco (Egle Eugenea)\nElena Moro (Universität Zürich – Florida State University)\, Una tra le arcadi più illustri: Faustina Maratti Zappi\nDiscussione \n2. Generi\nModera Elisa Russian (Universität Zürich)\nMaria Flavia Maiorano (Università per Stranieri di Perugia)\, Odeporica in versi: componimenti di viaggio delle poetesse arcadi\nFranca Caspani (Pädagogische Hochschule Graubünden\, Chur)\, Nell’agone della poesia estemporanea: il caso di Teresa Bandettini\nElisa Russian (Universität Zürich)\, La nuova versione della banca dati Donne in Arcadia 1690-1800\nDiscussione coordinata da Carlo Caruso (Università di Siena) \n  \nAbstract \nTatiana Crivelli (Universität Zürich)\, Lo studio delle poetesse arcadiche: storia\, metodi\, risultati\, problemi e prospettive\nL’intervento introduttivo ricostruisce la genesi e gli sviluppi del progetto Donne in Arcadia (1690-1800)\, nato da ricerche avviate nei primi anni Duemila e approdate alla realizzazione di una banca dati dedicata alle poetesse arcadiche\, e offre un bilancio degli studi sulla presenza femminile nell’Accademia. Il percorso compiuto mostra come il censimento e la sistematizzazione di dati biografici\, testuali e relazionali abbiano favorito revisioni del canone e indagini sulle reti intellettuali\, sulle pratiche poetiche e sulle forme della sociabilità arcadica. Le recenti acquisizioni critiche sono alla base dell’aggiornamento della banca dati\, che trova in questo seminario una prima occasione di presentazione e discussione e che\, con significativi ampliamenti dei dati e delle modalità di interrogazione\, si propone ancora una volta di aprire nuove prospettive di ricerca. \nAnna Negri (Università di Palermo)\, Poetesse meridionali d’Arcadia: autrici ignote o dimenticate\nNonostante il recupero degli ultimi decenni di autrici e reti intellettuali femminili in seno all’Arcadia\, la produzione delle poetesse meridionali arcadiche è rimasta ai margini della ricerca\, probabilmente a causa del difficile reperimento di testimonianze manoscritte – e talvolta a stampa – e sulla scorta\, forse\, di un pregiudizio perdurante che guida la narrazione di un Sud considerato retrivo rispetto a sviluppi e dibattiti nei quali era invece perfettamente inserito. Il progetto di ricerca Per un’edizione commentata delle rime dimenticate: poetesse meridionali d’Arcadia\, avviato nel 2022 e giunto a conclusione\, ha previsto la selezione di venti autrici\, più o meno prolifiche\, più o meno celebri\, studiate nella propria individualità autoriale ma soprattutto all’interno di un’ampia rete che restituisce l’importanza e la risonanza delle operazioni culturali avviate dall’Accademia – alle quali contribuiscono\, soprattutto nel Meridione\, quelle messe in atto da alcune accademie locali ispirate ai principi arcadici o di stampo pastorale. Riallacciando la storia politica\, sociale\, culturale e letteraria di alcune città siciliane e di Napoli e inserendovi le esperienze e i contributi delle intellettuali\, si è costruito un regesto contenente le informazioni biobibliografiche per rimettere in circolazione testi di autrici dimenticate ma virtuose e apprezzate negli anni della loro attività – Aurora Sanseverino Gaetani\, tra le più rinomate\, Isabella Mastrilli\, Anna Maria Li Guastelli\, fino a Petronilla De Sio dell’Arcadia Reale –\, di alcune delle quali si darà conto nell’occasione della giornata di studi\, tenendo insieme l’aspetto localistico e il quadro nazionale e sovranazionale. \nCéline Powell (Paris Lodron Universität Salzburg)\, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca». Petrarca come modello e presenza ossessiva nella lirica di Francesca Roberti Franco (Egle Eugenea)\nQuesta comunicazione propone di (ri)scoprire l’opera lirica della poetessa Francesca Roberti Franco\, in arcadia Egle Eugenea\, figura oggi pressoché dimenticata del panorama settecentesco. Come ella stessa dichiarava in una lettera del 1778\, «Io era l’amica e quasi dir potrei l’amante del Petrarca»: una confessione che assume valore programmatico e che consente di leggere l’intera sua produzione alla luce del rapporto con il modello petrarchesco. L’indagine segue le tracce di Petrarca lungo tutto l’arco dell’attività della Roberti Franco: dai poemi giovanili fino alle traduzioni poetiche\, vero e proprio laboratorio di confronto con il modello. Nei componimenti originali\, poetici e in prosa\, Petrarca riemerge come cifra stilistica e come orizzonte tematico: la penna della Roberti Franco si muove così tra imitazione e rivendicazione di una voce femminile dentro una tradizione maschile. \nElena Moro (Universität Zürich – Florida State University)\, Una tra le arcadi più illustri: Faustina Maratti Zappi\nFaustina Maratti Zappi è sicuramente una tra le poetesse più celebri dell’Accademia dell’Arcadia e una delle poche ad aver ottenuto un grande riconoscimento critico\, non solo tra i contemporanei\, ma anche lungo i secoli. Tuttavia\, numerosi aspetti della produzione di questa autrice meritano di essere ulteriormente indagati\, e tra questi figura la questione dell’autobiografismo all’interno dei suoi versi. La critica ha spesso rilevato la presenza di elementi autobiografici nel “canzoniere” di Maratti\, interpretandoli però come un mero riflesso di vicende personali\, svalutandone così la portata letteraria. L’intervento propone allora di rileggere la dimensione autobiografica delle poesie di Maratti e di considerare l’autorappresentazione di sé come parte di una strategia consapevole che miri alla costruzione di un proprio autoritratto da consegnare ai contemporanei e alla posterità. Nella costruzione del proprio io poetico Maratti esprime un’acuta consapevolezza del suo posizionamento di genere: oltre a iscriversi nei testi come madre\, figlia\, moglie-amante\, Maratti si autorappresenta come scrittrice\, elaborando un significativo gioco prospettico che apre a riflessioni sull’autorialità femminile. \nMaria Flavia Maiorano (Università per stranieri di Perugia)\, Odeporica in versi: componimenti di viaggio delle poetesse arcadi \nA partire dalla seconda metà del Settecento\, numerose donne ascritte all’Arcadia affidano alla poesia il racconto di viaggi realmente compiuti\, introducendo una significativa innovazione nella letteratura odeporica\, espressa prevalentemente in prosa e dominata da modelli maschili. Il presente intervento si propone di indagare questa peculiare forma di scrittura di viaggio\, mettendone in luce i nuclei tematici ricorrenti e le principali strategie retorico-formali\, con particolare riguardo alla produzione di Paolina Secco Suardo Grismondi (Lesbia Cidonia). Per le arcadi\, la scelta di fare dell’esperienza di viaggio materia poetica costituisce non soltanto un’espressione di autonomia creativa all’interno di un contesto accademico fortemente codificato\, ma anche un tentativo di ridefinire la presenza autoriale femminile attraverso la rielaborazione letteraria di una pratica – quella itinerante – che a quell’altezza cronologica restava ancora appannaggio quasi esclusivo degli uomini. \nFranca Caspani Menghini (Pädagogische Hochschule Graubünden\, Chur)\, Nell’agone della poesia estemporanea: il caso di Teresa Bandettini\n«Moderna Saffo» (Parini)\, «donna\, il cui carme gli animi soggioga» (Alfieri)\, «donna de’ repenti carmi / omai secura de la palma prima» (Angelo Mazza): così veniva celebrata\, sul finire del Settecento\, Teresa Bandettini\, considerata da molti al pari dei suoi contemporanei di sesso maschile. Saverio Bettinelli giunse a scriverle: «siete uomo\, e non avete bisogno del sesso vostro». Oggi il nome di Bandettini è assente dalle antologie e dalle raccolte poetiche e richiedono spiegazioni tanto la sua figura quanto il fenomeno che la rese celebre: la poesia estemporanea. Per ben tredici anni\, dal 1790 al 1803\, Teresa Bandettini\, in Arcadia Amarilli Etrusca\, scese nell’agone dell’improvvisazione poetica\, esibendosi nelle principali accademie italiane e nei salotti letterari. Molte mani si adoperarono per trascriverne i versi\, prima fra tutte quella del concittadino Tommaso Trenta. A lui si deve un’ampia raccolta di componimenti della poetessa lucchese\, corredata di preziose annotazioni: creduta persa e ritrovata nel 2003\, essa ha consentito di ricostruire il metodo di improvvisazione bandettiniano. Come poteva Bandettini produrre in tempi brevissimi dei versi estemporanei coerenti dal punto di vista contenutistico e rispettosi delle regole metriche e rimiche? L’improvvisazione era frutto di un ingegno fuori dal comune o dovuto a un’accurata fase preparatoria? A queste e altre domande risponderà l’intervento di Franca Caspani. \nElisa Russian (Universität Zürich)\, La nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)\nL’intervento si propone di presentare le principali caratteristiche della nuova versione della banca dati Donne in Arcadia (1690-1800)\, realizzata nei primi anni Duemila e attualmente oggetto di una revisione complessiva. Saranno illustrati i criteri che hanno orientato il ripensamento della struttura e dei contenuti del sito\, nonché le nuove possibilità di ricerca che ne derivano. Particolare attenzione sarà riservata alla dimensione relazionale della banca dati\, volta a mettere in luce le reti intellettuali\, culturali e sociali alle quali le Arcadi presero parte. \n 
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. III seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei Canti di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nIII seminario\, a cura di Andrea Campana\, Paola Italia \nAccademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna\nvia Zamboni 31 \n18 novembre 2026\n9:30-19:30 \nMargherita Centenari\, VII. Alla primavera o Delle favole antiche\nRaoul Bruni\, XI. Il passero solitario\nSimone Albonico\, XXVI. Il pensiero dominante\nValerio Camarotto\, XXXIII. Il tramonto della luna\nGiovanna Cordibella\, XL. Dal greco di Simonide\nMarco Dondero\, I nuovi credenti \nLocandina\nProgramma generale
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SUMMARY:Commenti dell’Orlando furioso
DESCRIPTION:Commenti dell’Orlando furioso \nSeminario di studi a cura di Emilio Russo \n30 novembre 2026\n9:30-17:00 \nFondazione Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \nIl seminario intende presentare e discutere i primi risultati dei lavori di commento alle tre edizioni dell’Orlando furioso\, previste nell’ambito delle pubblicazioni dell’Edizione Nazionale delle Opere di Ludovico Ariosto. La giornata sarà articolata in una prima parte di esposizione dei lavori in corso e in una seconda parte di discussione delle prove di commento. \n9.30-10.00\nApertura dei lavori – Maurizio Campanelli ed Emilio Russo (Sapienza Università di Roma)\n10.00-10.30\nProve di commento al Furioso 1516 – Raffaele Ruggiero (Aix-Marseille Université) \n10.30-11.00\nTra leggibilità e interpretazione: sul commentare il primo Furioso – Andrea Torre (Scuola Normale Superiore di Pisa) \n11.00-11.30\npausa caffè \n11.30-12.00\nPer un commento al Furioso del 1516: i canti X-XII – Franco Tomasi (Università di Padova) \n12.00-12.30\nLa fine del Furioso tra 1516 e 1521 – Emilio Russo (Sapienza Università di Roma) \n12.30-13.00\nL’ultimo Furioso tra vecchi e nuovi canti: prove di commento – Valentina Gritti\, Giovanna Rizzarelli\, Fabio Romanini (Università di Ferrara) \n13.00-14.00\npausa pranzo \n14.00-15.30\npresentazione delle prove di commento al Furioso del 1516 \n15.30-16.00\npausa caffè \n16.00-17.00\ndiscussione e conclusioni
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SUMMARY:Cento anni di librettistica italiana (1926-2026)
DESCRIPTION:Cento anni di librettistica italiana (1926-2026): letteratura\, lingua e musica\nSeminario di studi a cura di Ilaria Bonomi\, Fabrizio Della Seta\, Franco Piperno\n18 dicembre 2026\n9:30-19:00 \nFondazione Camillo Caetani\nRoma\, via delle Botteghe Oscure 32 \n  \nProgramma \n9:30      Saluti istituzionali\n9:45      Introduzione ai lavori di Franco Piperno \nModera Andrea Chegai\n10:00    Mila De Santis\, Ridurre\, adattare\, combinare. Sulla costruzione “in proprio” del libretto nel teatro musicale italiano tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento\n10:40    Emanuele Franceschetti\, La letteratura e l’opera\, nel cuore del secolo. Una panoramica e qualche caso\n11:20    Pausa caffè\n11:40    Angela Ida De Benedictis\, Il libretto oltre il librettista. Crisi della doppia autorialità nel teatro musicale del secondo Novecento\n12:20    Discussione\n13:00    Pausa pranzo \nModera Vittorio Coletti\n14:30    Stefano Telve\, Testi\, stili e funzioni del libretto nell’opera del XXI secolo\n15:10    Fabio Rossi\, Dal monolinguismo lirico-melodrammatico al plurilinguismo del teatro musicale: osservazioni linguistiche sull’opera lirica di fine e inizio millennio.\n15:50    Pausa caffè\n16:15    Musica e parole nell’opera lirica di una compositrice di oggi. Ilaria Bonomi dialoga con Silvia Colasanti\n17:15    Discussione generale\n18:00   Conclusioni di Frabrizio Della Seta \nIl libretto d’opera è da tempo oggetto di studi ai quali hanno contribuito esperti di diversi ambiti disciplinari: studiosi di letteratura\, storici della lingua\, musicologi e teatrologi\, tanto da dar vita a un vero e proprio filone autonomo al quale è stato attribuito il nome di “librettologia”; oltre a numerosi libri e saggi\, all’argomento sono stati dedicati convegni\, incontri di studio e tavole rotonde a livello internazionale e nazionale. Benché questo fervore di studi abbia riguardato l’intera storia dell’opera europea (e poi americana) nell’arco di quattro secoli\, non c’è dubbio che l’attenzione maggiore sia stata riservata all’opera italiana dei secoli XVIII e XIX. L’idea della presente proposta è quella di privilegiare invece il teatro musicale (limitandoci a quello in italiano per motivi di coerenza e organizzativi) dell’ultimo secolo. La data di partenza\, 1926\, è quella della prima rappresentazione di Turandot di Puccini\, che viene spesso definita\, impropriamente\, l’ultima grande opera italiana. In realtà la produzione di teatro musicale è continuata e continua fino ad oggi\, in Italia e altrove\, ovviamente in un contesto produttivo e con caratteristiche stilistiche molto diversi da quelli del passato. Tra i fenomeni più peculiari che riguardano in particolare il libretto\, vi è senza dubbio la tendenza dei compositori a cercare la collaborazione di nomi illustri dell’ambito letterario o genericamente culturale. A titolo di esempio si ricordano le collaborazioni di Pizzetti con d’Annunzio e con Bacchelli\, di Malipiero ancora con d’Annunzio e con Pirandello\, di Petrassi con Montale e con Scialoja\, di Berio con Sanguineti e con Calvino\, di Nono con Ripellino e con Cacciari; oltre ai non molti ma significativi casi di musicisti che\, sull’esempio di Wagner\, sono stati autori dei propri libretti. \nL’intento è di affrontare questo fenomeno (nell’ambito cronologico indicato ma senza preclusioni di tendenze) da punti di vista diversi. Per questo sono invitati a partecipare due storici della lingua da sempre interessati alla librettistica e tre musicologi\, dei quali una (De Santis) si occupa da sempre di rapporti tra musica e letteratura nel Novecento\, un’altra (De Benedictis)\, studiosa in particolare delle “neo-avanguardie”\, gestisce e studia importantissimi fondi di compositori contemporanei\, comprendenti materiali compositivi musicali e letterari e carteggi tra compositori e letterati\, il terzo (Franceschetti) ha recentemente studiato la poco conosciuta produzione operistica italiana del periodo compreso fra il secondo conflitto mondiale e le avanguardie degli anni Sessanta. \nIn conclusione\, si ritiene interessante aprire lo sguardo all’attualità\, invitando una compositrice affermata anche sul piano internazionale come Silvia Colasanti\, i cui lavori sono stati commissionati da teatri importanti\, fra i quali la Scala\, e ivi rappresentati con gran successo. L’intervento di Colasanti si svolgerà in forma di dialogo con Ilaria Bonomi\, che ai suoi libretti ha dedicato recentemente ampi e importanti studi. \n  \nAbstracts \nMila De Santis\, Ridurre\, adattare\, combinare. Sulla costruzione “in proprio” del libretto nel teatro musicale italiano tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento\nNonostante la diffusa percezione di una “crisi dell’opera” (se non addirittura di una “morte dell’opera”\, cronologicamente e simbolicamente coincidente con la scomparsa di Puccini e la prima di Turandot)\, sono moltissimi i compositori italiani che continuano a incanalare le proprie risorse creative nel solco di un teatro musicale che si avvale anche della parola\, o che addirittura\, come nel caso di Alfredo Casella\, vi si accostano per la prima volta in età già matura. Se però quest’ultimo\, dopo un tentativo abortito\, decide di affidare a un commediografo collaudato quale Cesare Vico Lodovici il compito di ridurre a libretto i versi della gozziana Donna serpente\, rilevante è il fenomeno della costruzione in proprio del libretto da parte di alcuni dei principali esponenti della cosiddetta “generazione dell’Ottanta” (Malipiero\, Pizzetti)\, così come di Luigi Dallapiccola\, il principale autore di teatro musicale della generazione successiva. Il contributo esamina alcuni casi\, mettendone di volta in volta a fuoco obiettivi\, strategie di confezione\, rapporto con le fonti. \nEmanuele Franceschetti\, La letteratura e l’opera\, nel cuore del secolo. Una panoramica e qualche caso\nI destini dei generi e delle forme estetiche non sono caratterizzati\, com’è noto\, da perfetta sincronia: basti pensare\, per rendersene conto\, a come il teatro di parola\, il romanzo\, la poesia lirica e il teatro musicale abbiano vissuto traiettorie evolutive e stilistiche autonome e per lo più indipendenti (si fa ovviamente riferimento\, qui\, al caso italiano). L’opera in musica\, soprattutto\, per ovvie ragioni di funzionalità operative e di peculiarità stilistico-espressive\, ha non di rado faticato ad intrecciare convergenze con le coeve esperienze teatrali\, liriche e narrative. Nel secondo dopoguerra\, però\, nel momento di più netta (in quanto a percezione e “discorsi”\, quantomeno) crisi del genere operistico\, è possibile individuare precisi tentativi di aggiornamento anche alla luce di un nuovo\, e più consapevole\, rapporto tra compositore e “librettista” (talvolta malgré lui\, nei casi di Literaturoper degli anni Quaranta e Cinquanta); il quale\, in alcune significative occasioni coinciderà\, di fatto\, con figure di rango della coeva letteratura poetica\, drammatica e narrativa. Nell’intervento si proporrà\, oltre ad una panoramica generale su tali questioni\, alcuni approfondimenti significativi nel periodo in esame. \nAngela Ida De Benedictis\, Il libretto oltre il librettista. Crisi della doppia autorialità nel teatro musicale del secondo Novecento\nNel teatro musicale del secondo Novecento il rapporto fra compositore e librettista entra dichiaratamente in crisi. Sempre più spesso il compositore manifesta insofferenza nei confronti di una seconda autorialità avvertita come limite alle nuove logiche della creazione e tende quindi a sottrarsi al testo predisposto da altri\, fino a farsene egli stesso autore. Ne deriva una profonda riconfigurazione del rapporto fra musica e parola: il libretto perde la sua fisionomia storica di testo autonomo e si ridefinisce come “materiale verbale”\, integrato fin dall’origine nel processo compositivo. A partire da alcuni esempi mirati\, l’intervento si propone di indagare questa trasformazione e di mostrarne le implicazioni sul piano dello statuto del testo\, delle gerarchie autoriali e della stessa concezione del teatro musicale. \nStefano Telve\, Testi\, stili e funzioni del libretto nell’opera del XXI secolo\nL’intervento prova a delineare il ruolo del libretto d’opera dopo il 2000\, approfondendone le funzioni e le differenti declinazioni stilistiche. \nFabio Rossi\, Dal monolinguismo lirico-melodrammatico al plurilinguismo del teatro musicale: osservazioni linguistiche sull’opera lirica di fine e inizio millennio\nVerranno esaminati casi esemplari delle nuove tendenze linguistiche e drammaturgiche della produzione operistica italiana tra il 1990 e il 2025. Si tenterà quindi di abbozzare una tipologia linguistico-operistica sulla base delle correnti principali della librettistica di ultima generazione. \nMusica e parole nell’opera lirica di una compositrice di oggi\nIlaria Bonomi dialoga con Silvia Colasanti. Nel panorama italiano Silvia Colasanti è un nome di spicco\, e di grande successo. Attiva su varie forme compositive\, dedica all’opera lirica uno speciale impegno\, con una attenzione particolare per l’interazione tra musica e parole\, nella convinzione che l’opera sia soprattutto parola cantata e drammaturgia in musica.
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SUMMARY:The artists of Nicola Pio's "Le Vite di Pittori Scultori et Architetti" in context
DESCRIPTION:The artists of Nicola Pio’s Le Vite di Pittori Scultori et Architetti in context\nConvegno internazionale di studi a cura di Sabrina Norlander Eliasson\, Giovanna Capitelli\, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò \n19-21 gennaio 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nIl convegno sarà dedicato al tema del classicismo dell’arte dagli anni Ottanta del Seicento agli anni Venti del Settecento. Si incentrerà sulle biografie di pittori\, scultori e architetti del Seicento e del primo Settecento scritte da Nicola Pio\, oggi conservate soltanto in un manoscritto vaticano\, che sarebbero dovute apparire in un’edizione\, a cura dall’autore\, corredata da splendidi rami raffiguranti gli artisti\, per i quali Pio fece eseguire i disegni ad alcuni tra i migliori ritrattisti del tempo. L’edizione non si realizzò mai e Pio vendette la sua collezione di ritratti\, oggi conservata a Stoccolma\, ma i ritratti e i testi delle biografie furono utilizzati dalla storiografia artistica successiva\, contribuendo in maniera decisiva sia a formare il canone della pittura del secondo Seicento e del primo Settecento italiano\, sia a\ndiffondere un nuovo gusto\, in sintonia con quello che si andava affermando in ambito letterario.
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DESCRIPTION:La poesia bucolica post-teocritea: il processo di ridefinizione di un genere letterario\nSeminario di studi a cura di Luca Bettarini \n28 gennaio 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nDopo la grande stagione teocritea\, la poesia pastorale greca ricevette nuova linfa da autori quali Mosco\, Bione e altri poeti anonimi\, i quali rinnovarono il genere nelle forme e spesso anche nei contenuti\, indirizzandolo verso modalità espressive ben presenti nella successiva produzione bucolica latina. Obiettivo del seminario è quello di evidenziare le novità introdotte nella poesia pastorale da questi autori\, la cui produzione rappresenta anche la prima fase di ricezione del genere bucolico.
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DESCRIPTION:Poesia17. Comunità culturali e libri di poesia nel XVII secolo: il contesto italiano\nSeminario di studi a cura di Clizia Carminati \n4 febbraio 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nIl seminario intende riflettere sulle prospettive di ricerca emerse dal PRIN 2022 dallo stesso titolo\, e segnatamente dalla costruzione del database omonimo (www.poesia17.it)\, che comprende il censimento completo dei libri di poesia lirica a stampa nel Seicento. Le ricerche favoriscono uno studio approfondito della poesia del Seicento in varie direzioni: da quella filologica a quella geografico-storica.
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SUMMARY:Lingua e letteratura cortigiana. II edizione
DESCRIPTION:Lingua e letteratura cortigiana. II edizione\nSeminario di studi a cura di Pietro Petteruti Pellegrino ed Emilio Russo \n25 febbraio 2027 \nFondazione Camillo Caetani
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. IV seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nIV seminario. Friburgo\, 3 marzo 2027\, a cura di Christian Genetelli \nGiorgio Panizza\, III. Ad Angelo Mai\nGioele Marozzi\, XIV. Alla luna\nGiuseppe Sandrini\, XVI. La vita solitaria\nMarcello Dani\, XXVIII. A se stesso\nLucrezia Arianna\, XXXIX. (Spento il diurno raggio)\nFranco D’Intino\, XLI. Dello stesso
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SUMMARY:Ascoltando le Rime degli Arcadi – VI edizione
DESCRIPTION:Ascoltando le Rime degli Arcadi – VI edizione\nA cura di Massimiliano Malavasi \n25 marzo 2027 \nBiblioteca Angelica \nCome nelle precedenti edizioni del seminario\, in occasione della Giornata mondiale della poesia promossa dall’Unesco\, alcuni studiosi illustreranno alcuni percorsi tematici attraverso le raccolte delle rime degli Arcadi\, tra letture recitate e intermezzi musicali\, nel salone vanvitelliano della Biblioteca Angelica.
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SUMMARY:Prima dell’Arcadia. Le accademie farnesiane a Roma
DESCRIPTION:Prima dell’Arcadia. Le accademie farnesiane a Roma\nSeminario di studi a cura di Paolo Procaccioli \n15 aprile 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nSeminario di studio dedicato alla tradizione delle accademie a Roma prima della stagione d’Arcadia\, con particolare focalizzazione sulla stagione cinquecentesca e sul mecenatismo della dinastia dei Farnese\, tra Paolo III e il cardinale Alessandro. \n 
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. V seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nV seminario. Macerata\, 12 maggio 2027\, a cura di Laura Melosi \nVincenzo Allegrini\, V. A un vincitore nel pallone\nMartina Piperno\, IX. Ultimo canto di Saffo\nGiulia Raboni\, XVII. Consalvo\nGiorgio Ficara\, XVIII. Alla sua donna\nDavide Pettinicchio\, XXX. Sopra un basso rilievo antico
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SUMMARY:Seminario di filologia Silvia Rizzo. IV edizione
DESCRIPTION:Seminario di filologia Silvia Rizzo. IV edizione\nA cura di Monica Berté e Maurizio Campanelli \n28 maggio 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nCome nelle precedenti edizioni del seminario intitolato a Silvia Rizzo\, già membro del Savio Collegio\, della quale l’Accademia conserva dal 2023 le carte di lavoro e il fondo di libri antichi\, otto relatori\, selezionati attraverso una call for papers dai curatori dell’iniziativa\, sottoporranno a discussione collettiva questioni ecdotiche o esegetiche riguardanti autori e testi della letteratura italiana\, nelle sue varie lingue\, dalle origini all’età moderna; l’occasione mette a confronto studiosi italiani e stranieri di età e formazione diverse.
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SUMMARY:Canoni d’Arcadia. I custodiati di Pizzi e Godard
DESCRIPTION:Canoni d’Arcadia. I custodiati di Pizzi e Godard \n3-5 giugno 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nCome nei due convegni precedenti dedicati ai Canoni d’Arcadia\, svoltisi nel 2018 e nel 2022\, le questioni essenziali da affrontare appaiono articolate su diversi piani: il progetto culturale; i principi estetici e di teoria letteraria; la selezione\, e la canonizzazione conseguente\, di autori e opere del passato; il riflesso di quella canonizzazione nella lingua e nella prassi poetica degli autori contemporanei. Sembra poi opportuno focalizzare l’attenzione sulle edizioni integrali e antologiche promosse o patrocinate dall’Arcadia. Con l’obiettivo generale di ragionare sulle distinzioni\, sulle soluzioni di continuità\, e insieme sulla complessità irriducibile\, sulle mescidazioni\, oltre che sulle permanenze.
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SUMMARY:Festival della poesia – II edizione
DESCRIPTION:Festival della poesia – II edizione\nBiblioteca Angelica \n5 ottobre 2027 \nSull’arco di un’intera giornata\, l’Arcadia organizza un annuale festival di poesia\, nel quale\, tra recite\, presentazioni e discussioni\, si ascolta una pluralità di voci che\, per varietà di temi e di approcci\, di stile e di lingua\, di biografie e di scuole\, offrano un quadro il più possibile ampio e rappresentativo della poesia italiana contemporanea.
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SUMMARY:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi. VI seminario
DESCRIPTION:Nuova lettura dei «Canti» di Leopardi\nCiclo di otto seminari\, a cura di Christian Genetelli ed Emilio Russo \nL’iniziativa\, promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati e dall’Accademia dell’Arcadia\, propone una lettura commentata dei Canti di Leopardi. Attraverso il coinvolgimento di studiosi italiani e stranieri\, il progetto si rivolge anche a un pubblico di non specialisti e intende offrire uno sguardo aggiornato su uno dei libri più importanti della tradizione letteraria italiana. \nVI seminario. Torino\, 14 ottobre 2027\, a cura di Chiara Fenoglio \nChiara Fenoglio\, XIX. Al conte Carlo Pepoli\nPerle Abbrugiati\, XXV. Il sabato del villaggio\nFrancesca Fedi\, XXVII. Amore e Morte\nIlaria Burattini\, XXXII. Palinodia al marchese Gino Capponi\nSofia Canzona\, XXXVIII. (Io qui vagando)   
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SUMMARY:Per il terzo centenario delle «Canzonette e cantate» di Paolo Rolli
DESCRIPTION:Per il terzo centenario delle «Canzonette e cantate» di Paolo Rolli (1727-2027)\nSeminario di studi a cura di Marco Capriotti \n11 novembre 2027 \nFondazione Camillo Caetani \nNella princeps di Canzonette e cantate di Paolo Rolli è presente un inserto con 24 partiture finalizzate alla messa in musica delle canzonette: si tratta di una testimonianza eccezionale\, dal momento che nel Settecento la musica associata all’esecuzione di questo genere di componimenti era di norma nota per via aurale e mnemonica.
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